La Juventus piange la morte di uno dei giocatori più rappresentativi fra gli anni 50 e 60. Bruno Nicolé è stato un'ala offensiva dotata di un'ottima tecnica e di una fisicità importante (era alto 1,80 ed era robusto fisicamente), disputò ben 6 stagioni alla Juventus vincendo 3 campionati italiani e 2 Coppe Italia. La società bianconera gli ha dedicato un pensiero:' La Juventus partecipa al dolore dei familiari e saluta Bruno con grande affetto'. Una carriera breve quella di Bruno Nicolé, interrotta all'età di 27 anni per dedicarsi all'insegnamento dell'educazione fisica.

Esordì a 16 anni con la maglia del Padova, per poi trasferirsi alla Juventus con la quale ha vinto diversi trofei, come sottolineato in precedenza. L'autorevole Gianni Brera lo definì 'il nuovo Silvio Piola': può vantare un prestigioso record, quello di essere diventato il più giovane capitano e marcatore della nazionale italiana. Oltre a giocare con Padova e Juventus, disputò stagioni con Padova, Mantova, Roma, Sampdoria ed Alessandria.

E' morto Bruno Nicolé, ex giocatore della Juventus

Nicolé giocò ben 6 stagioni nella Juventus disputando 175 partite con 65 gol: ha segnato il suo primo gol in nazionale all'età di 18 anni e 258 giorni, diventando poi capitano a soli 21 anni e 61 giorni.

Anche la Roma si è voluta stringere attorno alla famiglia Nicolé postando su Twitter "L'As Roma piange la scomparsa di Bruno Nicolè, uno dei protagonisti della vittoria della prima Coppa Italia del club e autore del gol decisivo nella ripetizione della finale contro il Torino".

La carriera di Bruno Nicolé

Iniziò la sua carriera al Padova e fu proprio Nereo Rocco a farlo esordire nella stagione 1956-1957, all'età di 16 anni. Venne poi acquistato dalla Juventus per 70 milioni di lire (in quegli anni una somma importante) e giocò insieme ai John Charles e Omar Sivori.

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Oltre a vantare i record in nazionale prima menzionati, Nicolé fece parte anche della prima formazione italiana che riuscì a sconfiggere in casa sua nei quarti di finale il celebre Real Madrid, leader indiscusso a livello europeo in quegli anni. Smise di giocare giovanissimo a 27 anni, non per infortunio, ma per seguire il suo sogno da bambino, diventare insegnante di educazione fisica. Fra l'altro Nicolé avrebbe voluto smettere prima con il calcio, ma dovette aspettare di superare l'età del servizio militare come atleta.

Oltre a vincere tre scudetti e due Coppe Italia con la Juventus ne riuscì vincere un'altra di coppa con la maglia della Roma. Altro riconoscimento importante per l'ex centrocampista bianconera è l'esser entrato nella classifica del Pallone d'Oro nel 1958 quando riuscì a piazzarsi 19esimo.

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