Una delle interviste più seguite in questi giorni di tifosi bianconeri è quella che ha concesso Andrea Agnelli a Radio 24, nella trasmissione radiofonica 'Tutti convocati'. Il presidente della Juventus si è soffermato su diverse tematiche, partendo dal problema attuale dell'Italia (il Coronavirus) che inevitabilmente si ripercuote anche sulle manifestazioni sportive. In merito alla possibilità che Juventus ed Inter di domenica 1 marzo si disputi a porte chiuse, il massimo dirigente bianconero ha sottolineato che bisogna tenere conto della salute pubblica anche se ad oggi il regolamento sulle 'porte chiuse' negli stadi imposto dal Governo vige fino a sabato 29 febbraio.

Si è poi soffermato sulla sua Juventus, parlando evidentemente dei primi sei mesi della stagione. Si è dichiarato soddisfatto della stagione della sua Juventus, in quanto in corsa in Serie A, Coppa Italia e Champions League. Si è detto dispiaciuto della sconfitta in Supercoppa Italiana ma ci può stare un incidente di percorso in una partita secca. In merito alla Lazio e alla sua possibilità di lottare per il campionato, ha detto di 'temere' soprattutto la sua spensieratezza ed il fatto che non ha l'obbligo di vincere, a differenza di Juventus ed Inter.

Agnelli su Conte e Guardiola

Proprio la società di Suning, con l'arrivo del tecnico pugliese, ha evidentemente l'obbligo di puntare alla vittoria del campionato.

In merito a Conte, ha dichiarato "Conte è Juventus, non ho nessun timore di pensare che non lo sia. Rapporto cordiale, disteso, come deve essere". Poi ha aggiunto che, essendo un professionista, ha scelto una sfida affascinante, quella di riportare alla vittoria l'Inter. Ha poi motivato la scelta di Sarri dichiarando "nel nostro giudizio l'applicazione di un modello tecnico come quello di Sarri in un determinato momento della storia della Juventus era la modalità per garantire un successo".

Ha poi aggiunto che Guardiola resta un tecnico apprezzato ma è anche consapevole che il tecnico catalano stia bene al Manchester City e difficilmente una persona lascia un posto in cui si trova bene.

Agnelli su Sarri

Fra l'altro ha anche sottolineato come ci sia stima per il lavoro di Maurizio Sarri. A tal riguardo ha aggiunto che il progetto tecnico riguardante l'allenatore toscano è di tre anni.

Fiducia anche al lavoro di Fabio Paratici, che attualmente è più esposto ai media per il ruolo che ricopre alla Juventus. In merito invece allo sfogo recente di Commisso (nel post Juventus-Fiorentina aveva infatti 'accusato' i bianconeri di essere agevolati dagli arbitri), il presidente Andrea Agnelli ha detto di ringraziare il proprietario della Fiorentina perché "ha fatto capire a Sarri cosa significa essere da Juventus". La battuta del tecnico toscano nel post Spal-Juventus (in merito al rigore assegnato alla squadra ferrarese, con il Var che è intervenuto direttamente dalla cabina e non dopo l'ausilio dello schermo sul campo in quanto non funzionante) testimonia per Agnelli come finalmente il tecnico si sia integrato nella Juventus.

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