Dopo la domenica dei veleni, in casa Parma si inizia a pensare al prossimo match di Serie A contro il Sassuolo. Gli episodi arbitrali sfavorevoli hanno fatto arrabbiare piazza e staff tecnico, con la Lazio si potevano strappare punti ma il passato non si può cambiare e così è meglio pensare al futuro. In settimana si continuerà a lavorare sul “caso” Gervinho, con segnali di distensione che arrivano soprattutto dalla società.

Dopo aver forzato la mano per la cessione, con alcuni allenamenti saltati senza permesso, l’ivoriano è rimasto in Emilia.

Nell’ultimo tormentato giorno di mercato l’affare con l’All Saad è saltato e nelle ore successive non sono stati trovati nuovi acquirenti, e così ora la situazione è questa: Gervinho è stato messo fuori squadra, si allena da solo a Collecchio, e non è stato convocato per la partita con la Lazio. Una punizione dovuta al comportamento scorretto avuto soprattutto nei confronti dei compagni e dello staff tecnico, anche se le parti sembrano pronte a seppellire l’ascia di guerra e la pace potrebbe non essere lontana.

Parma, la pace con Gervinho sarebbe più vicina

Negli ultimi giorni il Parma ha lanciato qualche segnale di distensione in merito alla questione Gervinho. Alla fine della settimana scorsa il direttore sportivo Faggiano aveva cercato di smorzare i torni che si erano alzati subito dopo la fine del mercato. Poi nella conferenza stampa prima della gara con la Lazio, il tecnico D’Aversa aveva approfondito il discorso parlando di “un passo fatto” verso l’allenatore e concludendo la dichiarazione con uno speranzoso “abbiamo a disposizione un gruppo intelligente”.

Insomma il gruppo, che pure poteva non reagire al meglio al comportamento di Gervinho potrebbe aver già perdonato l’esterno d’attacco.

I segnali verso la pace non arrivano solo dal campo, anche la società sembra sempre meno convinta di arrivare al muro contro muro. Poco tempo fa sarebbe arrivata sul tavolo del club un’offerta da un club della MLS che è stata però rifiutata sia dagli emiliani che dal giocatore perché ritenuta troppo svantaggiosa a livello economico.

Insomma l’’intenzione di scaricare Gervinho ad ogni costo in società non c’è e secondo la Gazzetta dello Sport presto arriverà un faccia a faccia tra tutte le parti per parlare del futuro.

Gervinho-Parma, è il momento della verità

Si arriverà presto quindi al momento della verità tra il Parma e Gervinho e la sensazione è che tutti vogliano provare a ricucire lo strappo senza però creare un precedente che potrebbe essere spiacevole nei confronti degli altri giocatori in rosa. Giusto in questo senso non convocare l’attaccante per la Lazio nonostante l’emergenza offensiva. Incaponirsi però potrebbe essere davvero deleterio per tutti.

I gialloblu si stanno giocando un posto in Europa, domenica scorsa hanno dimostrato, per l'ennesima volta, di potersela giocare con tutti nonostante una squadra tormentata dagli infortuni, e con un Gervinho in più di sicuro si potrebbe essere ancora più competitivi.

Molto però dipenderà anche dal giocatore, che dovrà dimostrare, se reintegrato, di dare tutto per la sua squadra. I venti di guerra sembrano lontani, la diplomazia sta lavorando anche perché ormai si è capito che proseguire insieme sarebbe un vantaggio per tutti. Per i Ducali che riavrebbero uno dei punti fermi dello scacchiere di D’Aversa, e per lo stesso ragazzo che se dovesse rimanere fermo sei mesi, alla sua età, rischierebbe a giugno di non trovare tante squadre a corteggiarlo.

Insomma la pace è la soluzione migliore per tutti, Parma e Gervinho stanno lavorando a questo e se tutto andrà come indicano i segnali degli ultimi giorni alla fine la stretta di mano dovrebbe arrivare.

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