Mario Sconcerti fa fatica a credere che l'Inter sia una società che goda di una scarsa protezione. Nel suo editoriale scritto per il Corriere della Sera, il giornalista toscano ha innanzitutto chiarito di non voler tornare sullo sfogo di Antonio Conte arrivato dopo la vittoria in campionato contro l'Atalanta a Bergamo. Tuttavia, ha voluto manifestare le sue perplessità sulle esternazioni del tecnico nerazzurro, dalle quali sarebbe emerso che "l'Inter non si sentirebbe protetta".

L'ex direttore del Corriere dello Sport si è chiesto innanzitutto chi o cosa dovrebbe garantire questa sorta di tutela al club milanese.

Quindi ha chiamato in causa Conte e Bergomi, sottolineando che se entrambi fanno passare questo assunto, allora probabilmente bisogna pensare che "davvero c'è differenza di trattamento a favore delle grandi squadre". Soffermandosi sull'allenatore pugliese, ha aggiunto che questi dovrebbe essere un "testimone diretto" di questi presunti privilegi, rievocando i suoi trascorsi alla Juventus (di cui è stato prima calciatore, poi guida tecnica).

Sconcerti, proseguendo nella sua analisi, ha spiegato che se le affermazioni di Conte dovessero corrispondere a verità, vorrebbe dire che in tutti questi anni abbiamo assistito a un "calcio irregolare". Infatti nello sport non dovrebbero esistere favoritismi né differenze tra chi vi partecipa.

A questo punto, passando al caso specifico dell'Inter, il giornalista fiorentino ha ricordato quanto accaduto durante Calciopoli quando, nel 2006, venne assegnato lo scudetto a tavolino proprio alla società a quei tempi di proprietà di Massimo Moratti.

Inter, la stoccata di Sconcerti: 'Le è stato assegnato lo scudetto di un campionato in cui era arrivata terza'

Mario Sconcerti ha dichiarato sul Corriere della Sera che fa fatica a pensare a un'Inter "emarginata dalla forza". A tal proposito, ha rievocato lo scandalo Calciopoli quando, in seguito alla retrocessione della Juventus in Serie B e ad altre penalizzazioni, proprio alla squadra nerazzurra venne riconosciuto lo scudetto a tavolino nonostante al termine di quel campionato si fosse classificata al terzo posto.

L'ex direttore del Secolo XIX ha sentenziato: "Unico esempio nella storia".

Subito dopo ha chiamato in causa altre squadre come Roma, Atalanta, Lazio, Fiorentina e tante altre. Sconcerti ritiene che, se l'Inter si lamenta, cosa dovrebbero dire queste società che - se davvero esistono - negli anni hanno dovuto soltanto subire i vantaggi concessi ad altri? A suo modo di vedere, sarebbe interessante ascoltare il parere anche di queste compagini in un dibattito che, chi ama davvero il calcio, potrebbe anche decidere di alimentare per fare un pizzico di chiarezza in più.

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