Il calcio dilettantistico non ripartirà. Le residue speranze di ripartenza a dicembre sono state subito spente dal ministro dello sport Vincenzo Spadafora che nell'intervista che andrà in onda stasera su Rai Uno durante il programma televisivo "Porta a Porta" - intervista di cui l'Ansa ha riportato delle anticipazioni - ha dichiarato che non ci sono le condizioni per aspettarsi a breve una ripartenza del calcio dilettantistico.

Le parole di Spadafora

Chiare le dichiarazioni rilasciate dal ministro Spadafora riguardo l'argomento: "Non esistono le condizioni sanitarie in questo momento per poter prevedere nel nuovo Dpcm, quello che entrerà in vigore dopo il 4 dicembre, nuove aperture per quanto riguarda lo sport." Queste parole, frenano le speranze della Lega Nazionale dilettanti, che pochi giorni fa si era riunita in videoconferenza per approvare la ripartenza il 4 dicembre.

I comitati regionali avevano iniziato a lavorare alla prime disposizioni e ai protocolli necessari per la ripartenza e anche Cosimo Sibilia, presidente della LND, si era detto favorevole alla ripartenza: le dichiarazioni di Spadafora mettono però come accennato a dura prova le speranze di ricominciare per il calcio dilettantistico.

Il calcio dilettantistico fermo fino al 2021

L'idea del governo è quella di fermare il calcio dilettantistico almeno fino ai primi mesi del 2021. Troppo critica la situazione sanitaria del paese per poter pensare di riuscire a ripartire subito. Ciò porterà sicuramente il settore ad una profonda crisi economica da cui farà fatica a riemergere; Spadafora ha cercato di rassicurare gli addetti ai lavori e le società, promettendo che chi sarà penalizzato dall'ulteriore stop avrà aiuti corposi dal governo.

Nelle sue dichiarazioni, il ministro ha anche assicurato che per tutto il tempo ulteriore in cui il settore rimarrà chiuso, il governo sosterrà, anche con il prossimo Dpcm, i lavoratori del comparto.

Chi rimane più penalizzato dall'ennesimo stop però, sono le società: quest'ultime saranno le più colpite.

Tra contratti di affitto già stipulati e spese per rispettare i protocolli anti Covid che hanno già svuotato le casse societarie, la frenata sulla ripartenza mette a dura prova la resistenza degli imprenditori che si impegnano per il futuro del calcio dilettantistico. Spadafora ha promesso aiuti anche in questo senso ma ci si attende comunque una pioggia di fallimenti.

Come finire la stagione?

Questa ulteriore sospensione mette a rischio il futuro dell'intero movimento del calcio dilettantistico: è bene ricordare che tutte le categorie del comparto, a esclusione della Serie D, dall'inizio della pandemia hanno potuto giocare pochissime partite. La cosa, in caso di ripresa nel 2021, porterà ad una compressione del calendario che creerà ulteriori problemi alle società: I giocatori che partecipano a questi campionati infatti per la maggior parte non percepiscono stipendio cosa che cozza evidentemente con le tante partite che andrebbero disputate in settimana, in pieno orario lavorativo. Trasferte fitte e protocolli sanitari da dover comunque rispettare contribuiscono a completare un quadro oggi più che mai a tinte fosche.

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