Il 19° scudetto dell'Inter rappresenta anche la personale sfida vinta da Beppe Marotta. Per i critici sarebbe stato difficile affermarsi lontano da Torino dopo aver riportato la Juventus ai vertici del calcio italiano, ma il dirigente sportivo varesino è riuscito nella missione, riportando lo scudetto alla Milano nerazzurra dopo 11 anni. In questa Inter c'è tanta della sua competenza, con abili operazioni di mercato infatti è riuscito a costruire un telaio vincente: l'arrivo di Antonio Conte in panchina, il colpo grosso Lukaku e la rinuncia a Icardi, Barella, Hakimi e anche Eriksen che è riuscito a prendersi l'Inter dopo mesi di estrema difficoltà.

Tutte operazioni in cui c'è stato lo zampino sapiente di Marotta. Ora lo scudetto è arrivato, la stagione nerazzurra è conclusa per quanto riguarda gli obiettivi, ma da qui alla fine del campionato ci sono altre partite. La più importante, come prestigio, è il derby d'Italia con la Juventus in programma a Torino il prossimo 15 maggio: il sogno è quello di battere i rivali di sempre sul proprio campo, impresa sempre ostica per i nerazzurri se consideriamo che su 100 match disputati in casa della Juve in campionato sono state appena 14 le vittorie interiste (19 pareggi e 67 sconfitte). E c'è di più: mentre l'Inter può andare in campo solo per la gloria, la Juve ha un posto Champions tutt'altro che in cassaforte e difficilmente potrà permettersi una sconfitta.

In un'intervista, rilasciata a Tuttosport, Beppe Marotta ha definito "gratificante" questa situazione.

'Non prendo in considerazione un mio ritorno alla Juventus'

Nelle ultime settimane anche Marotta è stato al centro di rumors di mercato con qualcuno che ha ventilato di un suo possibile ritorno alla corte degli Agnelli. Possibilità che lo stesso dirigente nerazzurro ha però escluso e lo ha ribadito anche nell'intervista in questione.

"Non ho mai avuto richieste e sinceramente non prendo in considerazione un mio ritorno alla Juventus. Adesso penso soltanto all'Inter perché vogliamo aprire un ciclo. Antonio Conte per noi è una garanzia, è il migliore: non si vincono cinque titoli in dieci anni per puro caso". Sottolinea allo stesso tempo di non avere cattivi rapporti con la sua ex società.

"La Juventus mi ha dato tanto e sono rimasto in buoni rapporti con tutti, ma non con Paratici. Diciamo che tutto nasce da motivazioni umane, nulla di professionale, solo che non mi aspettavo certe decisioni. Tengo inoltre a precisare che lo scudetto che abbiamo vinto non è una mia personale rivincita con la Juventus". Non nasconde però la soddisfazione di tornare a Torino dopo aver scucito lo scudetto dalle maglie della vecchia signora, ma ovviamente parla non a titolo personale, bensì a nome dell'Inter. "Questo è il bello dello sport e immagino sarà gratificante tornare a Torino da campione d'Italia e decidere il destino della Juventus per il posto in Champions". Un destino che, comunque, inizierà a delinearsi già il prossimo 9 maggio con la sfida contro il Milan allo Stadium, autentico spareggio per la corsa verso il posto nel massimo torneo continentale.

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