"Più che un mistero, mi sembra un elemento dannoso. Il suo contributo in fase di costruzione è praticamente nullo": ad essersi espresso in questi termini a proposito di Douglas Luiz è stato nelle ultime ore Giancarlo Padovan, giornalista e opinionista, che a Sky Sport ha espresso tutte le sue perplessità sull'impatto avuto dal brasiliano alla Juventus.

Il centrocampista, arrivato con grandi aspettative dal West Ham e pagato quasi 50 milioni di euro nell'ambito di un'operazione che ha condotto in Inghilterra Iling-Junior e Barrenechea, non sta convincendo il tecnico Thiago Motta, che potrebbe tuttavia consegnargli una maglia da titolare contro la Lazio.

Complici anche le defezioni nel reparto di centrocampo con Fagioli, Koopmeiners, Conceicao e Gonzalez out per il match contro gli uomini di Baroni.

Le dichiarazioni di Padovan su Douglas Luiz: 'Deve dimostrare molto di più'

"Dal mio punto di vista - ha proseguito Padovan - è un giocatore che deve dimostrare molto di più. C’è il rischio che Thiago Motta non lo consideri adatto al suo sistema di gioco e potrebbe rivelarsi un clamoroso flop di mercato".

"È ancora presto per un giudizio definitivo, ma considerando ciò che ha fatto finora e il modo in cui lo ha fatto, c’è motivo di preoccupazione" ha concluso sul tema.

Le dichiarazioni di Andrea Cambiaso e di Igor Tudor su Douglas Luiz

A rispondere indirettamente a Padovan è stato il compagno di squadra di Douglas Luiz Andrea Cambiaso, che in una recente intervista al Corriere dello Sport ha definito il centrocampista brasiliano "genialità allo stato puro".

"Fa impressione come tocca il pallone: se ne accorgeranno presto anche quelli che lo criticano" ha dichiarato al riguardo l'esterno della nazionale di Spalletti.

Douglas Luiz è stato nelle ultime ore menzionato anche da Igor Tudor, ex calciatore bianconero e oggi allenatore, nel corso di un'intervista rilasciata a Tuttosport: "Io alla prima partita ho fatto gol con il Perugia, sono partito alla grande. Se hanno scelto Douglas vuol dire che è bravo, anche Platini ha faticato all’inizio, quelli forti escono sempre".

Interessante il contributo di Tudor che tocca un tema delicato, quello dell'ambiento dei calciatori arrivati in un nuovo campionato o comunque in una nuova realtà. La storia del resto è piena di autentici fenomeni scartati troppo presto, basti pensare al solo anno disputato in bianconero da Thierry Henry o ai primi 5-6 mesi di Pavel Nedved a Torino, quando all'ex Lazio sembrava non riuscire davvero nulla salvo poi esplodere e ottenere infine il Pallone d'Oro nel 2003.