A meno di un mese dall’inizio della Serie A, in casa Juventus il mercato stenta a decollare. A oggi, i bianconeri hanno messo a segno appena tre operazioni in entrata: l’arrivo a parametro zero di Jonathan David, svincolato dopo il mancato rinnovo con il Lille; il riscatto di Francisco Conceicao dal Porto per una cifra vicina ai 30 milioni di euro; e lo scambio che ha portato Joao Mario alla Continassa in cambio di Alberto Costa. Tre movimenti che, pur rinforzando numericamente l’organico, non sembrano aver alzato in modo decisivo il livello della rosa a disposizione di Tudor.

In un contesto nel quale le rivali si muovono con decisione (si pensi al Napoli o la Roma, che hanno già effettuato diverse operazioni in entrata), la Juve appare ancora impantanata in una fase di stallo che potrebbe rivelarsi complessa da risolvere. Il motivo? Le difficoltà sul fronte delle uscite.

Juve, le cessioni non si sbloccano e il mercato resta fermo

Il direttore generale Damien Comolli, chiamato a ricostruire una squadra competitiva anche a livello europeo, si trova a dover fronteggiare una serie di ostacoli imprevisti. Dusan Vlahovic ha respinto offerte arrivate dall’Arabia Saudita e dalla Turchia, non ritenendo convincenti i progetti tecnici o le destinazioni. Un atteggiamento simile a quello di Timothy Weah, che ha rifiutato l’ipotesi Nottingham Forest, preferendo la chiamata del Marsiglia (che però ancora non ha effettuato l'affondo decisivo).

A complicare il quadro ci sono poi le cessioni intricate di due nomi chiave come Douglas Luiz e Nico González. Il primo, che si è fatto notare per aver mancato presenza al primo giorno di raduno, ormai sarebbe totalmente fuori dal progetto tecnico della vecchia signora, mentre sul secondo la Juve sta riflettendo se monetizzare o puntare ancora su di lui. In entrambi i casi, si tratta di pedine strategiche che richiedono tempo e cautela per essere eventualmente piazzate senza svalutarne il valore.

Juve, il tempo passa e il campionato si avvicina

E il tempo, appunto, è la variabile più stringente. Luglio sta volgendo al termine e con esso anche la fase più fluida del mercato. Agosto, con l'inizio imminente del campionato fissato per l'ultima settimana del mese, rischia di diventare un rincorsa alle opportunità dell’ultimo minuto.

Ma costruire una rosa competitiva con gli scarti altrui non è certo garanzia di successo.

La Juventus, che ambisce a tornare protagonista dopo stagioni altalenanti, ha bisogno di ben altro impatto sul mercato. Ma per sbloccare le entrate servono prima cessioni. E per vendere, servono giocatori disposti a partire. Un circolo vizioso che Comolli dovrà spezzare al più presto.