A distanza di mesi, il bilancio del mercato estivo della Juventus continua a far discutere e a sollevare interrogativi sempre più pressanti. La campagna acquisti condotta dall’amministratore delegato Damien Comolli era stata presentata come l’inizio di un nuovo ciclo, ambizioso e competitivo. I numeri, però, raccontano una storia diversa. Nonostante un esborso economico importante, la sensazione diffusa è che la Juventus non abbia ancora trovato reali benefici dagli investimenti effettuati.
Openda e Zhegrova, promesse mancate e scelte discutibili
Il simbolo di questa campagna acquisti è senza dubbio Lois Openda, centravanti arrivato in extremis dal Lipsia per una cifra superiore ai 40 milioni di euro. Un investimento pesantissimo, giustificato all’epoca dalla necessità di assicurarsi un attaccante di prospettiva internazionale. Oggi, però, quel colpo appare come un vero e proprio buco nell’acqua: rendimento altalenante, appena 2 gol fra campionato e Champions, difficoltà di ambientamento e un peso offensivo ben lontano dalle aspettative iniziali. Discorso simile ma con un peso economico differente per Edon Zhegrova, arrivato dal Lille per circa 15 milioni di euro. L’esterno portava con sé un bagaglio di problemi fisici già noto, elemento che non ha frenato Comolli dal puntare su di lui.
Il risultato è impietoso: appena 374 minuti complessivi in stagione e zero contributi tra gol e assist, numeri che certificano un’operazione fallimentare sotto ogni punto di vista.
Joao Mario, David e un bilancio che resta negativo
Paradossalmente, è andata persino peggio con Joao Mario, terzino destro giunto dal Porto nello scambio con Alberto Costa. Un’operazione che non ha prodotto benefici tecnici, al punto che il giocatore è stato ceduto in prestito a gennaio al Bologna per trovare spazio, mai realmente concessogli a Torino. In questo scenario poco incoraggiante, l’unica nota parzialmente positiva è rappresentata da Jonathan David. A lungo bersaglio di critiche, il centravanti ha trovato un minimo di continuità e confidenza con la rete sotto la guida di Luciano Spalletti, mostrando segnali di crescita. Troppo poco, però, per ribaltare un giudizio complessivo che resta estremamente negativo.