Doveva essere l’inizio di una nuova era, ma dopo appena tre giornate l’avventura di Cristian Chivu sulla panchina dell’Inter è già entrata in un territorio minato. La sconfitta rocambolesca per 4-3 contro la Juventus ha fatto esplodere malumori e sospetti, con i nerazzurri fermi a 3 punti e già lontani dalle prime della classe. Sul tecnico romeno inizia ad addensarsi un’aria pesante, tra chi lo considera arrivato troppo presto in un contesto che non perdona e chi teme che la stagione possa sfuggire di mano ancor prima di cominciare davvero.

Inter, il KO con la Juventus mette pressione sulla figura di Chivu

La sconfitta per 4-3 subita dall’Inter contro la Juventus all’Allianz Stadium non è stata soltanto una battuta d’arresto sul piano del risultato. È stata una vera e propria scossa che sta già minando la fiducia attorno a Cristian Chivu. Il tecnico romeno, promosso in estate a sorpresa sulla panchina nerazzurra, si ritrova dopo appena tre giornate con soli 3 punti in classifica e una squadra che sembra arrancare nel confronto con le dirette concorrenti. Il doppio KO contro Udinese e Juventus ha fatto riemergere dubbi e perplessità già presenti al momento della sua nomina, quando molti invocavano un profilo più esperto per affrontare una piazza che raramente concede tempo e indulgenza.

Il distacco accumulato da Napoli e Juventus – sei punti che, seppur in avvio di stagione, pesano già sul morale – rappresenta un campanello d’allarme che, alla Pinetina, non può essere ignorato. La prossima sfida, in casa contro il Sassuolo, si carica così di significati che vanno ben oltre i tre punti: una vittoria potrebbe ridare ossigeno a Chivu e al suo progetto tecnico, un altro passo falso rischierebbe, invece, di spingere l’Inter in una zona di classifica lontana anni luce dalle ambizioni dichiarate.

Una panchina che non perdona

La storia insegna che l’Inter non è una squadra per tutti. Lo sa bene Gian Piero Gasperini, che nel 2011, dopo le ottime stagioni al Genoa, accettò la chiamata nerazzurra.

La sua avventura durò poco più di due mesi: cinque partite ufficiali, zero vittorie in campionato e un esonero che arrivò quasi inevitabile, con Claudio Ranieri chiamato a raccoglierne l’eredità. Gasperini, che negli anni successivi avrebbe dimostrato il suo valore portando l’Atalanta a livelli altissimi, rimane l’esempio lampante di quanto una panchina così esigente possa trasformarsi in una trappola per chi non è pronto a reggere l’urto delle pressioni.

Lo stesso rischio, oggi, sembra incombere su Chivu. Per un allenatore giovane e ambizioso, l’Inter può essere un trampolino di lancio o un’esperienza capace di lasciare cicatrici profonde. Dopo la sconfitta di Torino, la bilancia sembra pericolosamente pendere verso la seconda ipotesi.