La Juventus ha incassato la prima sconfitta stagionale e il momento in casa bianconera si fa sempre più complicato. Igor Tudor, arrivato in estate con il compito di dare una nuova identità alla squadra, si ritrova ora al centro delle critiche dopo la deludente prestazione contro il Como. Il ko con i lariani ha messo in luce problemi strutturali e caratteriali che, secondo molti osservatori, non possono più essere ignorati. Tra le voci più dure si è fatta sentire quella del giornalista Vittorio Oreggia che, tramite il suo profilo X, non ha usato mezzi termini: “Juventus: squadra raccapricciante, allenatore inadeguato”.

L’analisi di Oreggia

Un giudizio netto che fotografa alla perfezione il malumore crescente attorno all’ambiente juventino. Tudor, sin dall’inizio, ha voluto imporre un calcio aggressivo e verticale, ma la squadra sembra ancora lontana dall’assimilare i suoi principi. Gli errori difensivi si moltiplicano, la manovra è lenta e prevedibile, i giocatori appaiono privi di fiducia. Le parole di Oreggia rispecchiano il pensiero di una fetta sempre più ampia della tifoseria, che comincia a chiedersise l’ex tecnico del Marsiglia sia davvero l’uomo giusto per guidare una Juventus in ricostruzione.

Oreggia, però, non si è limitato a puntare il dito contro Tudor. Il giornalista, infatti, ha sottolineato le responsabilità della società: “Per tacere della dirigenza che dovrebbe scendere dal piedistallo e riflettere da dove proviene”.

Un attacco frontale a chi, in questi mesi, ha gestito la squadra e le scelte di mercato. Le decisioni dirigenziali, dal cambio di allenatore alla campagna acquisti, vengono ora messe sotto accusa, soprattutto alla luce dei risultati deludenti e di un gruppo che sembra ancora privo di una vera identità tecnica.

Il giornalista, poi, ha aggiunto un’altra riflessione destinata a far discutere: “La qualificazione in Champions sarà un’impresa titanica”. Parole che fotografano con lucidità la situazione attuale. Dopo un avvio di stagione altalenante, la Juventus rischia già di vedere compromessi gli obiettivi principali. Le dirette rivali corrono, mentre i bianconeri faticano a trovare continuità e gioco.

Tudor dovrà lavorare molto sul piano psicologico, oltre che tattico, per evitare che la squadra sprofondi in una crisi irreversibile.

Adesso ci sarà la trasferta di Madrid

Il calendario, intanto, non offre tregua. Mercoledì 22 ottobre la Juventus affronterà il Real Madrid al Santiago Bernabeu in una sfida che, sulla carta, appare già proibitiva. I bianconeri arrivano all’appuntamento europeo nel momento peggiore possibile, con la fiducia ai minimi e una serie di problemi di formazione. In difesa l’emergenza è totale: Tudor potrebbe dover ridisegnare il reparto con soluzioni d’emergenza. A complicare ulteriormente la situazione, ci sono le condizioni fisiche di Edon Zhegrova: l’esterno kosovaro è alle prese con un risentimento al pube e rischia di non essere della partita.

Servirà quindi una grande impresa per uscire indenni dal Bernabeu e provare a ridare ossigeno a una stagione nata sotto i peggiori auspici. La Juventus è chiamata a una reazione d’orgoglio: solo una prova di carattere, contro una delle squadre più forti d’Europa, potrà restituire fiducia a un ambiente che comincia a perdere la pazienza. Tudor e i suoi uomini non possono più sbagliare.