Ventotto punti. Il frutto di otto vittorie, quattro pareggi e sei sconfitte, ma anche di quarantuno marcature messe a segno – quello granata è il terzo miglior attacco del girone D di Promozione – a fronte di ventiquattro reti subite. Dopo una partenza in chiaroscuro, il Noto sembra essere tornato sui giusti binari: filtra un cauto ottimismo, e il raggiungimento dell’obiettivo stagionale non sembra più un miraggio.

La lotta per i play-off

Sicuramente ci aspettavamo una partenza diversa”, esordisce il responsabile tecnico della prima squadra Danilo Gallo, alla sua seconda stagione nella città barocca, “ma non siamo mai stati al completo, e questo ha pesato. Una squadra completamente nuova, poi, ha bisogno di trovare equilibrio: l’abbiamo in parte raggiunto a partire da dicembre, e proprio da lì abbiamo cominciato ad ottenere buoni risultati”.

Risultati che hanno consentito alla truppa netina di raggiungere il sesto piazzamento della graduatoria, ad un solo punto dall’agognata zona play-off. La seconda della classe Akragas – corazzata che capitan Giarratana e compagni hanno fermato sull’1-1 lo scorso gennaio – sembra ormai irraggiungibile, ma dal terzo posto in giù sarà battaglia. “Ci giocheremo i restanti tre posti della griglia play-off con Santa Croce, Gymnica Scordia, Pro Ragusa, Canicattini e credo anche Serradifalco. Questo campionato, a differenza dello scorso, è molto più equilibrato. Tutti hanno le carte in regola per puntare in alto”, prosegue il tecnico.

Un mercato memorabile

Sulla falsa partenza di quest’anno la società si è assunta, non voglio nasconderlo, le proprie responsabilità”, afferma Paolo Tringali.

Prima da giocatore, poi da tecnico e infine da vicepresidente, ha dedicato una buona parte della sua vita alla causa granata. “Il mercato estivo non ha, a mio parere, rispettato le nostre previsioni. Quel che conta è che non ci siamo tirati indietro. Abbiamo continuato a dare fiducia al progetto tecnico del nostro Mister, intervenendo con logica e criterio sul mercato di dicembre”.

E che mercato. Dal Canicattini sono stati prelevati il capocannoniere del girone d’andata Luigi Rossitto e i giovanissimi Michael Greco, Mariano Richiusa e Davide Vitelli; dal Melilli è arrivato l’esperto Brian Quarto, mentre la promessa Giorgio Mallia – già nel giro della rappresentativa regionale – è stata strappata direttamente dal Modica, capolista del girone B di Eccellenza.

È stata la svolta. I nuovi arrivati sono riusciti a darci quello che mancava. Hanno contribuito ad un deciso cambio di mentalità e ci hanno permesso di tornare in corsa per il nostro obiettivo: fare meglio rispetto alla scorsa stagione”, precisa.

Fra successi recenti e prospettive future

Dopo i fasti della Serie D eravamo scomparsi. Ora siamo diventati un punto di riferimento per tutto il comprensorio del Sud-Est. Dobbiamo continuare in questa direzione”, aggiunge Massimo Civello, che ormai da anni ricopre il ruolo di Direttore generale. Fondamentale, in tal senso, sarà la conclusione dei lavori al ‘Peppino Rizza’, lo stadio netino. Dati alla mano, il Noto ha già giocato ben trentaquattro partite interne consecutive lontano dalle sue mura amiche.

Con la disponibilità del campo si aprono nuove prospettive di sviluppo”, prosegue. “Siamo ad esempio in contatto con delle realtà che vorrebbero associarsi alla nostra, con tutti i benefici che ne conseguirebbero. Ma in questo momento abbiamo preferito mettere tutto in stand-by, e la disponibilità del campo rimane la nostra unica priorità. In parole povere: programmare un’altra stagione lontano dal ‘Peppino Rizza’ sarebbe improponibile e controproducente sotto ogni punto di vista. Pianificare il prossimo campionato sapendo di poter giocare a Noto, invece, ci permetterebbe di fare grandi cose”.

Il Direttore generale Civello, del resto, non è l’unico ad essere convinto che il bello debba ancora arrivare.

Alleno da più di quattordici anni”, si associa Mister Gallo, “ma devo dire che la piazza di Noto mi è entrata nel cuore: oltre ad essere il responsabile tecnico, mi sento un vero e proprio tifoso. L’anno scorso – con l’ottenimento del quinto posto – abbiamo compiuto un mezzo miracolo, ma mi piace pensare che il momento importante debba ancora arrivare”, conclude.