La nuova proprietà dell’Unione Sportiva Triestina Calcio 1918 ha reso noto, in una nota ufficiale, di “non avere alcun legame” con la gestione e la condotta della precedente dirigenza societaria. Quest’ultima è coinvolta in un’inchiesta giudiziaria per riciclaggio di denaro, falso in bilancio e un giro di false fatture per 900 mila euro. Le indagini, in corso anche su finanziamenti sospetti per 50 milioni di euro nel periodo 2022‑2025, hanno portato a una netta presa di posizione.

Distacco netto e azioni immediate

La nota precisa che, “dopo tre settimane dal subentro nel board dirigenziale del club e dalla rimozione del Presidente”, sono stati conclusi i rapporti di lavoro sia con l’Amministratore Delegato che con il Direttore Generale.

La nuova proprietà ha incaricato i propri legali di chiarire, davanti alla Procura della Repubblica, il totale disimpegno da qualsiasi evento attribuibile alla precedente gestione. Questa mossa mira a segnare una discontinuità netta e a ripristinare la credibilità del club.

Obiettivi e fiducia nella ricostruzione

La comunicazione sottolinea che “l’acquisizione di LBK Capital è stata effettuata quale soluzione più rapida ed efficace per consentire l’immediata attuazione di un piano di ristrutturazione del debito”. L’obiettivo primario è garantire il pagamento puntuale degli stipendi ai giocatori. Particolare attenzione è riservata al debito nei confronti del Comune di Trieste, considerato una fase centrale e strategica per riportare il club a un modello gestionale ambizioso, solido e stabile.

La nuova proprietà conclude invitando la città e i tifosi ad avere fiducia e pazienza in questa fase di ricostruzione: “Con il contributo di tutti, i risultati del lavoro avviato saranno presto condivisi e rappresenteranno un nuovo punto di partenza per il futuro della Triestina”.

Il contesto giudiziario

Le indagini della Guardia di Finanza, coordinate dalla Procura di Trieste, riguardano possibili condotte di riciclaggio per milioni di euro, false comunicazioni sociali e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per circa 900 mila euro, nel periodo 2022‑2025. Sono in corso perquisizioni e accertamenti anche presso la sede della società e le residenze di quindici persone indagate per reati societari, tributari e di riciclaggio. La situazione evidenzia la gravità delle accuse mosse alla precedente dirigenza.