La Fiorentina si prepara ad affrontare lo Jagiellonia domani sera a Bialystok, in Polonia, per l’andata dei playoff di Conference League. L’allenatore Paolo Vanoli ha definito l’impegno “un esame importante” da affrontare con lucidità, pur consapevole della difficile situazione in campionato.

Un impegno europeo in un momento complicato

La squadra viola, attualmente terz’ultima in Serie A, si presenta alla sfida europea con una formazione profondamente rinnovata. A Firenze sono rimasti giocatori chiave, mentre altri sono assenti per motivi diversi: De Gea per una sublussazione al dito medio, Solomon per influenza e Gudmundsson per un infortunio alla caviglia.

Inoltre, non figurano nella lista UEFA Brescianini, Rugani e Christensen.

Turnover e responsabilità per i giovani

Vanoli ha convocato otto elementi della Primavera, sottolineando che “non ci sono riserve; ci sono giocatori più importanti di altri ma chi fa parte di questa squadra deve sentire la responsabilità e onorare la maglia che indossa”. Ha spiegato le esclusioni di Dodo e Kean: “Il primo ha giocato tanto, il secondo per i postumi del problema alla caviglia ha bisogno di lavorare per un’intera settimana”.

Lezzerini debutta in stagione, emozione e pragmatismo

Tra i pali ci sarà Lezzerini, al debutto stagionale, che ha ricordato il suo esordio internazionale con la Fiorentina nove anni fa contro il Paok in Europa League: “Provo grande emozione, per me si chiude un cerchio, visto che il freddo che farà cercherò di affrontare questa gara il più coperto possibi”.

In campo, oltre a Mandragora – che salterà il derby contro il Pisa per squalifica – e probabilmente Gosens, ci saranno Fortini, Ndour e Fazzini, mentre l’attacco sarà guidato da Piccoli.

Contesto e strategie

La scelta di un turnover massiccio riflette la priorità data al campionato, dove la Fiorentina è in piena lotta per la salvezza. La decisione di lasciare a riposo elementi come Kean e Dodo è coerente con una strategia di gestione delle energie in vista delle sfide più urgenti.

L’impiego di molti giovani della Primavera non è solo una necessità, ma anche un’opportunità per valorizzare il vivaio e testare nuove soluzioni in un contesto europeo, pur mantenendo l’obiettivo della qualificazione al turno successivo.