Il calcio italiano si prepara a una svolta epocale: più che una riforma, la situazione del mondo arbitrale impone una vera e propria rivoluzione. Il clima è teso, con polemiche e errori arbitrali che si susseguono senza sosta, rendendo la situazione insostenibile. L'ultimo episodio, che ha scatenato l'ira di Gasperini, ha visto i responsabili dell'Aia ammettere un errore sulla mancata concessione di un rigore alla Roma contro il Genoa, per un fallo di mano di Malinovskyi, costando ai giallorossi punti preziosi nella corsa alla Champions.
Non si tratta più solo di affinare l'uniformità di giudizio o aggiornare il protocollo Var, come avverrà dal prossimo Mondiale, ma di restituire serenità ai direttori di gara, che hanno vissuto una delle stagioni più difficili di sempre.
L'associazione stessa è frammentata, con il presidente Zappi squalificato per 13 mesi, e l'aggressione verbale al designatore Rocchi, scortato dopo una partita di Serie B, è un chiaro segnale del clima di tensione generale.
Verso la professionalizzazione: il modello Pgmol
In questo scenario, il progetto di riforma per creare una task force di professionisti, sul modello della Pgmol di Premier League, non è più rimandabile. La svolta è già in atto: l'idea è istituire una società di diritto privato, scorporata dall'Aia, con l'obiettivo di professionalizzare gli arbitri e innalzarne il livello. Questa nuova struttura sarà moderna ed elitaria, simile a quella delle squadre di Serie A, con staff medici e preparatori atletici dedicati.
I contratti di lavoro, inizialmente autonomi, diventeranno a tempo determinato dopo un numero prefissato di presenze, garantendo contributi e Tfr.
Si dirà addio alle attuali graduatorie paraministeriali: la scelta dei direttori di gara sarà libera su tutto il territorio nazionale, svincolata da logiche territoriali ed elettorali, promuovendo così trasparenza ed equità.
Nodi politici ed economici da sciogliere
Le prossime settimane saranno cruciali, con la questione che si articola su due fronti: politico ed economico. Nonostante i rapporti tra Lega Serie A e Figc siano migliorati con la presidenza Simonelli, persiste un dualismo di fondo. Tre i quesiti principali che attendono risposta: la società sarà interamente partecipata dalla Figc, come annunciato dal presidente Gravina, o a partecipazione mista, come auspicato dalla Lega?
Come sarà composta la governance? I presidenti dei club, che contribuiranno al mantenimento con un budget stimato sui 18 milioni annui, si accontenteranno dello status quo o punteranno alla gestione dei diritti commerciali della categoria?
Entro fine mese il quadro dovrebbe essere più chiaro, poiché il progetto deve necessariamente partire nella stagione 2026/27. Simonelli parteciperà a Sofia all'Assemblea delle Leghe europee per un confronto sui sistemi arbitrali, relazionando poi i club nell'assemblea del 23 marzo. Lo stesso giorno, al mattino, il designatore Rocchi incontrerà i presidenti. È emerso che Inter e Juventus hanno spinto affinché il colloquio fosse limitato ai soli dirigenti, escludendo gli allenatori, data l'alta tensione.
Discussioni chiave e la battaglia per il potere
La questione è primariamente politica, prima ancora che tecnica. Con Rocchi si discuterà delle linee di indirizzo: si opterà per un calcio all'inglese, con meno interruzioni e maggiore tolleranza, o per un gioco più frammentato? Il ricorso al Var sarà sistematico come ora o limitato ai soli casi eclatanti? Nel pomeriggio, i presidenti discuteranno l'impronta da dare alla riforma. Alcuni club mirano a ottenere una o due poltrone nel futuro cda a tre membri, che nominerà il responsabile tecnico, nuova figura che dirigerà la struttura e per la quale l'attuale designatore Rocchi è in lizza, apprezzato in Figc.
È fondamentale che nessun club pretenda la designazione di questo o quell'arbitro, per garantire la massima trasparenza ed equità.
Dopo il consiglio federale del 19 marzo, Gravina convocherà un nuovo tavolo di discussione con i presidenti delle componenti. La rivoluzione è alle porte, ma la battaglia di potere è ancora apertissima.
Il progetto in sintesi
La riforma prevede la creazione di una società di diritto privato, sul modello della Pgmol di Premier League, autonoma dall'Aia. A questa confluirà un budget di 17-18 milioni. Il Consiglio federale nominerà un cda composto da tre membri indipendenti, non legati a club, Aia o Figc.