La Juventus pianifica il futuro partendo dalle certezze. Luciano Spalletti ha già individuato quelli che considera gli intoccabili, i pilastri su cui costruire la squadra delle prossime stagioni. Secondo quanto rivelato dal Corriere dello Sport, il tecnico di Certaldo avrebbe messo nero su bianco una lista di sei giocatori ritenuti fondamentali per il nuovo corso bianconero: Francisco Conceicao, Pierre Kalulu, Manuel Locatelli, Bremer, Kenan Yildiz e Weston McKennie. Sei nomi che rappresentano lo zoccolo duro dal quale ripartire per dare continuità tecnica e identità alla squadra.

Da quando Spalletti si è seduto sulla panchina della Vecchia Signora, la Juventus ha assunto una fisionomia più definita. Il lavoro tattico e mentale ha restituito un gruppo compatto, riconoscibile nelle idee e nell’atteggiamento.Non è un caso che i sei giocatori indicati siano quelli che meglio incarnano lo spirito richiesto dall’allenatore: intensità, duttilità e personalità.

Lo zoccolo duro su cui costruire

Analizzando nel dettaglio le scelte, emerge una struttura portante distribuita in ogni reparto. In difesa Bremer è il leader naturale, il riferimento centrale capace di guidare la linea e garantire solidità. Accanto a lui Kalulu rappresenta dinamismo e affidabilità, qualità preziose nel sistema difensivo voluto da Spalletti.

A centrocampo Locatelli è il faro tattico: equilibrio, gestione dei tempi e capacità di dettare il ritmo. McKennie, invece, offre inserimenti, corsa e quella versatilità che consente di cambiare assetto anche a partita in corso. In avanti, la fantasia e l’imprevedibilità di Yildiz si uniscono alla qualità tecnica e alla capacità di saltare l’uomo di Conceicao, elementi che permettono alla Juventus di essere meno prevedibile negli ultimi trenta metri.

Questa base rappresenta la spina dorsale della squadra. La volontà del club è chiara: evitare rivoluzioni e lavorare su una struttura già definita, inserendo innesti mirati per alzare ulteriormente il livello qualitativo. La continuità tecnica, dopo stagioni caratterizzate da cambiamenti, viene considerata un valore imprescindibile.

I possibili confermati e la strategia di mercato

Accanto agli intoccabili, esiste poi una seconda fascia di giocatori che potrebbero restare a Torino. Si tratta di Andrea Cambiaso, Lloyd Kelly, Fabio Miretti, Mattia Perin — destinato a ricoprire ancora il ruolo di secondo portiere — e Teun Koopmeiners. Tutti profili ritenuti funzionali al progetto, ma che potrebbero partire di fronte a offerte economiche particolarmente vantaggiose.

Cambiaso garantisce corsa e duttilità sulle corsie esterne, Kelly rappresenta un’alternativa affidabile nel pacchetto arretrato, mentre Miretti continua a essere considerato un talento su cui investire per il futuro. Perin, con la sua esperienza, assicura affidabilità e leadership nello spogliatoio, pur partendo alle spalle del titolare.

Koopmeiners, invece, aggiunge qualità e inserimenti dalla seconda linea, caratteristiche che si integrano bene con il centrocampo bianconero.

Il gruppo, dunque, appare in larga parte delineato. A queste due liste andranno aggiunti calciatori capaci di aumentare il tasso tecnico complessivo, soprattutto nei reparti dove servirà maggiore incisività. Resta infine aperta la questione legata a Dušan Vlahović: Spalletti vorrebbe trattenerlo e la società sta lavorando al rinnovo contrattuale per blindare il centravanti. La sensazione è che la Juventus abbia finalmente tracciato una linea chiara: meno cambiamenti, più identità e una base solida su cui costruire un ciclo vincente.