Alessandro Del Piero ha commentato a Sky, con durezza, l'ennesima esclusione dell'Italia dai Mondiali, definendola "imbarazzante da giustificare". L'ex numero dieci azzurro ha ricordato lo "choc" della prima assenza e l'"incubo" della seconda, sottolineando che la situazione non è imputabile a un singolo responsabile, ma richiede l'affronto di una crisi profonda e una visione strategica e collettiva.

La necessità di un cambiamento radicale

Del Piero ha chiarito che la responsabilità non può essere attribuita a figure specifiche. La nazione è "indietro di tanto", non solo rispetto ai propri standard, ma anche a paesi come Francia e Germania, che hanno saputo ripartire con coraggio.

Ha evidenziato l'urgenza di una reazione basata su entusiasmo, impegno, studio e collaborazione, evitando capri espiatori, poiché "a oggi, le soluzioni sembrano molto lontane".

Progettualità, tempo e umiltà: le chiavi per il rilancio

L'ex campione ha rimarcato che la questione non è solo economica, ma richiede una progettualità con passaggi da rispettare. Ha citato esempi di successo che dimostrano l'importanza del tempo, come Gasperini all'Atalanta e Ancelotti. Ha enfatizzato che i calciatori non si "costruiscono", ma si "plasmano e si aiutano a emergere". Fondamentale è anche il recupero del contatto con il territorio, i settori giovanili, gli stadi e gli investimenti. Un aspetto cruciale è l'umiltà: "Dobbiamo fare un passo indietro e dire che non siamo più i migliori, neanche i secondi e i terzi.

L’orgoglio va messo da parte, serve umiltà".

L'urgenza di un nuovo percorso

La gravità della situazione è stata ulteriormente evidenziata, con la terza esclusione consecutiva definita "imbarazzante da giustificare". È stata ribadita la necessità di "imitare modelli che funzionano", abbandonando logiche di mera sopravvivenza. Del Piero ha riconosciuto la capacità italiana di "tirare fuori energie, creatività e soluzioni" nelle crisi, ribadendo l'importanza di una reazione basata su entusiasmo, studio e umiltà per un nuovo percorso.