Gianni Rivera, storica icona del calcio italiano e figura di spicco nel panorama sportivo e politico nazionale, ha ufficialmente espresso la sua disponibilità a ricoprire ruoli di alta responsabilità all'interno della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). Intervenendo ai microfoni di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, Rivera ha dichiarato con determinazione: «Io sono disponibile, sono pronto, so di potermi prendere delle responsabilità. Ho fatto di tutto nel mondo dello sport, del calcio e anche della politica».

L'ottantatreenne ex fuoriclasse ha ribadito con fermezza la sua piena apertura a guidare la FIGC, pur evidenziando con una punta di rammarico che, a oggi, «finora non lo ha chiamato nessuno, anche se in effetti non so chi dovrebbe chiamarmi».

Interrogato sulla concreta possibilità di accedere alla presidenza della Federazione, Rivera ha risposto con chiarezza: «C’è qualcuno che ha paura che faccia troppo autonomamente le cose, ma forse è questo ciò che serve ora».

Rivera ha inoltre sottolineato di possedere il patentino da allenatore, un dettaglio che, a suo dire, lo abiliterebbe a un ulteriore ruolo chiave: «Potrei fare anche il ct». Un punto irrinunciabile per l'ex campione è la nazionalità del prossimo selezionatore della Nazionale: «L’importante è che il prossimo allenatore non sia uno straniero, non deve mai succedere», ha chiosato con decisione.

Il programma e la visione di Gianni Rivera per il calcio italiano

La visione di Rivera per il futuro del calcio italiano si concentra sulla necessità di un profondo rinnovamento, ponendo l'accento sull'importanza di ripartire con decisione dai giovani e dalla tecnica.

Secondo l'ex campione, questi aspetti fondamentali sono stati eccessivamente trascurati nel corso degli anni, e le attuali scuole calcio dovrebbero «tornare a insegnare davvero a giocare a calcio».

Rivera ha rivelato di aver già elaborato un programma dettagliato per la FIGC, frutto di un lavoro congiunto con alcuni amici, tra cui il figlio di Angelo Sormani. Questo piano, che considera una potenziale risorsa preziosa per la Federazione, è concepito per introdurre le riforme necessarie a risollevare le sorti del calcio nazionale.

Il contesto attuale della candidatura e la situazione della FIGC

Le dichiarazioni di Gianni Rivera si inseriscono in un momento particolarmente delicato e teso per il calcio italiano.

Il periodo è infatti segnato dalla dolorosa mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali e dalle recenti dimissioni del presidente federale, eventi che hanno generato un clima di profonda incertezza e la necessità di un cambiamento radicale.

In questo scenario, l'autocandidatura di Rivera si colloca nella fase di apertura della corsa alla presidenza della FIGC, con le elezioni federali già fissate per il 22 giugno a Roma. L'ex fuoriclasse ha espresso il suo apprezzamento per le dimissioni di Gabriele Gravina, ritenendole un passo necessario e propedeutico per avviare un cambiamento reale e sostanziale sia nei progetti federali sia nella gestione complessiva del calcio in Italia.