L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha fornito un chiarimento definitivo riguardo l’eleggibilità di Giovanni Malagò alla presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). Questa pronuncia scioglie in modo perentorio i dubbi precedentemente sollevati sul cosiddetto “pantouflage”, una questione che aveva generato notevole dibattito. La decisione, formalizzata in un parere specifico richiesto dal Ministro per lo Sport, Andrea Abodi, è stata accolta con evidente soddisfazione dallo stesso Malagò, che ha espresso il proprio sollievo per la chiarezza finalmente raggiunta in merito alla sua posizione.

Il Chiarimento dell'Autorità Nazionale Anticorruzione

L’ANAC ha condotto un’analisi approfondita della normativa pertinente, concentrandosi in particolare sull’articolo 29‑bis della legge n. 262/2005. L'Autorità ha stabilito che gli incarichi di presidente o di membro di organi collegiali all'interno di enti privati non rientrano nelle categorie di “rapporti di collaborazione, di consulenza o di impiego” come definiti dalla legge stessa. Questa interpretazione è di fondamentale importanza, poiché ne consegue che la disciplina sulle incompatibilità successive, specificata dall’articolo 3, comma 3‑bis, del decreto‑legge n. 25/2025, non trova applicazione nel caso specifico di Malagò. La pronuncia dell'ANAC fornisce così un quadro giuridico chiaro, rimuovendo ogni ostacolo normativo alla sua candidatura e confermando la sua piena idoneità a ricoprire l'incarico.

La Reazione di Giovanni Malagò

Giovanni Malagò ha espresso la sua piena e inequivocabile soddisfazione per il parere emesso dall’ANAC. “Ho appreso con soddisfazione il parere dell’Anac. Ognuno adesso può giudicare l’accaduto”, ha dichiarato, sottolineando con fermezza la sua fiducia nella correttezza della propria posizione. Malagò ha inoltre rivelato di aver sempre sostenuto la legittimità della sua candidatura, basandosi su una profonda e specifica conoscenza della materia. A tal fine, aveva precedentemente consultato, sia in modo formale che informale, ben undici soggetti differenti, tutti ritenuti esperti e titolati a esprimersi sull’argomento. Tutti questi interlocutori gli avevano unanimemente confermato l'assenza di qualsiasi impedimento o problema relativo alla sua eleggibilità.

“Ognuno adesso può giudicare l’accaduto”, ha ribadito, invitando a una valutazione oggettiva e serena della vicenda alla luce del chiarimento ufficiale.

Contesto e Rilevanza della Decisione

Il parere dell’ANAC giunge in un momento di elevata attenzione mediatica e politica sulla candidatura di Malagò alla presidenza della FIGC. L'appuntamento con l’assemblea elettiva, fissata per il 22 giugno, aveva acuito le discussioni e le aspettative. La posizione di Malagò era stata, infatti, oggetto di diverse interrogazioni parlamentari e aveva generato notevoli dubbi interpretativi, in particolare per quanto concerne la normativa sul cosiddetto “pantouflage”. Questa regola, volta a prevenire potenziali conflitti di interesse, vieta ai dipendenti pubblici di assumere incarichi presso soggetti privati che siano stati destinatari delle loro funzioni o con cui abbiano avuto rapporti significativi.

Tuttavia, l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha esplicitamente escluso l’applicabilità di tali norme al caso specifico di Giovanni Malagò, definendo così un precedente importante e chiarendo definitivamente la sua posizione in vista delle prossime elezioni federali.