Il Leicester City ha ufficialmente subito la retrocessione in League One, la terza divisione del calcio inglese, dopo il pareggio contro l’Hull City. Questo epilogo amaro segna la chiusura di un ciclo glorioso, iniziato nel 2016 con la storica e inattesa vittoria della Premier League sotto la guida di Claudio Ranieri, un’impresa che aveva stupito il mondo intero e ridefinito le ambizioni del club.

Dieci anni fa, le 'Foxes' avevano riscritto la storia del calcio inglese, conquistando il titolo nazionale con una quota iniziale di 5000 a 1, un vero e proprio miracolo sportivo.

A questa impresa si aggiunsero, nel 2021, la vittoria della FA Cup e, nel 2017, il raggiungimento dei quarti di finale di Champions League. Tuttavia, il recente pareggio con l’Hull City ha certificato la retrocessione aritmetica, ponendo fine a una parabola discendente caratterizzata da crescenti difficoltà tecniche, finanziarie e gestionali.

Il declino progressivo e i fattori determinanti

Il declino del Leicester è stato influenzato da una serie di fattori concatenati. Dopo il ciclo vincente guidato prima da Ranieri e poi da Brendan Rodgers, culminato con la FA Cup vinta contro il Chelsea di Thomas Tuchel e due mancate qualificazioni alla Champions League, il club ha progressivamente perso stabilità tecnica e identità.

Un trauma profondo per la società è stata la tragica scomparsa del proprietario Vichai Srivaddhanaprabha nel 2018, in un incidente in elicottero avvenuto all’esterno del King Power Stadium. La gestione del club è passata al figlio Aiyawatt, in un contesto di crescente instabilità che ha avuto ripercussioni a tutti i livelli.

Dal 2023, l’esonero di Rodgers ha innescato una lunga serie di cambi in panchina, con l’alternarsi di tecnici come Dean Smith, Enzo Maresca – capace comunque di riportare il titolo di Championship nel 2024 – Steve Cooper, Ruud van Nistelrooy e infine Marti Cifuentes, a sua volta rimosso a stagione in corso. Questa instabilità tecnica ha impedito la costruzione di un progetto coerente e duraturo.

A ciò si sono aggiunti significativi problemi finanziari e penalizzazioni legate al mancato rispetto delle regole di sostenibilità economica.

La penalizzazione e l'impatto sulla classifica

Un elemento cruciale che ha condannato il club alla retrocessione è stata la penalizzazione di sei punti, inflitta a febbraio per violazioni delle regole di Profitabilità e Sostenibilità relative alla stagione 2023-24. Il ricorso presentato dal club è stato respinto circa due settimane fa, rendendo vano ogni tentativo di salvezza: senza quella penalità, il Leicester avrebbe infatti potuto ancora sperare nella permanenza in Championship. La situazione economica precaria, gli ingaggi elevati e le tensioni interne hanno contribuito a creare un clima di crescente instabilità, sfociato anche in episodi di contestazione tra tifosi e squadra, impensabili fino a pochi anni fa.

Il Leicester City si trova ora di fronte a una ricostruzione complessa, dovendo confrontarsi con realtà calcistiche ben diverse rispetto a quelle vissute negli anni d’oro. Dieci anni dopo l’impresa impossibile che aveva incantato il mondo, il club si ritrova improvvisamente lontano dal calcio che conta, con un futuro interamente da riscrivere e un’identità da ritrovare.