È stata allestita oggi, presso la clinica Poliambulanza di Brescia, la camera ardente per Evaristo Beccalossi, l’ex calciatore di Inter e Brescia, scomparso nella notte all’età di 69 anni. La famiglia dell'ex centrocampista ha autorizzato l’espianto delle cornee, un gesto di profonda generosità nel momento del dolore.

La scomparsa di Evaristo Beccalossi e il suo ricordo

Evaristo Beccalossi, figura iconica del calcio italiano, era un fantasista, un dieci tutto estro e classe, noto per il forte legame con le maglie di Inter e Brescia. Il suo decesso è avvenuto nella notte, dopo un anno particolarmente difficile, segnato da un grave malore che lo aveva colpito nel gennaio 2025.

L'ex calciatore era ricoverato da tempo presso la clinica Poliambulanza, la stessa struttura che ora ospita la sua camera ardente, un ultimo omaggio alla memoria di un atleta amato e ricordato con grande affetto.

Il ricordo dell'Inter

L’Inter, in particolare, ha voluto ricordarlo con parole toccanti, definendolo "ineffabile, come i suoi dribbling, unico, come il suo modo di trattare il pallone", sottolineando il suo stile inconfondibile e la sua personalità carismatica che hanno lasciato un segno indelebile. "Fantasista: precisamente, Beccalossi. Gianni Brera lo aveva ribattezzato 'Driblossi'. L'arte di dribblare, di saltare gli avversari: azzardi sfrontati, quasi sempre riusciti, con leggerezza.

Il bello del calcio, il modo più romantico per far innamorare i tifosi. Coi riccioli che ciondolavano sulle spalle, con la sua cadenza inconfondibile in mezzo al campo, dava carezze al pallone. Nessuno, meglio di Peppino Prisco, ha fotografato l'iconicità di Evaristo: "Lui non giocava con il pallone, era il pallone che giocava con lui. Lui non lo calciava, l’accarezzava riempiendolo di coccole".