Sulla questione affitti 2014 si torna a parlare delle nuove regole sul pagamento dei canoni di locazione, dopo il dietrofront del Mef che ripristina il pagamento in contanti sotto i mille euro.

Con la legge 147/2013 articolo 1, comma 50 la legge di stabilità aveva imposto il divieto di usare il contante, in quanto la norma predisponeva l'obbligo della tracciabilità e dunque precisava che il pagamento degli affitti 2014 avrebbe dovuto avvenire unicamente con versamenti su conto corrente, bonifici, carte di credito o assegni: tutte modalità, appunto, tracciabili.

Un divieto che aveva incontrato non poche resistenze specie da parte dei consumatori anziani sprovvisti di conto corrente e avvezzi all'uso del contante per ricevere e/o pagare canoni d'affitto.

Il divieto effettivamente pareva molto rigido in quanto non si facevano più distinzioni di importo e dunque la norma pareva più stringente rispetto alla stessa normativa antiriciclaggio, che ricordiamo impone l'obbligo del pagamento in contanti sopra i 1000 euro.

Il Mef ha fatto però dietrofront e ha annullato il divieto in via interpretativa: la tracciabilità, precisa il Ministero Economie e Finanze, può essere basata anche sul denaro contante a patto che si abbia un documento chiaro che attesti l'avvenuto pagamento, e dunque sufficiente avere una ricevuta che certifichi la transazione avvenuta tra proprietario ed inquilino.

Non incorrerà dunque in alcuna sanzione chi ha pagato gli affitti in contante dal 1 gennaio 2014, né chi continuerà a pagare in contanti fino al limite di 999,99 euro, il dipartimento del Tesoro ripristina dunque la conformità con le norme antiriciclaggio.

Giungono dal Mef inoltre chiarimenti circa gli affitti 2014 per gli studenti italiani fuori sede, la tracciabilità oltre il limite dei 1000 euro si intende relativo al singolo pagamento, dunque se il canone di locazione è pari a 1500 euro e gli studenti sono 3, nessun problema per ognuno di loro nel pagare in contanti 500 euro ciascuno.

La cedolare secca è un'imposta sostitutiva che si sostituisce, appunto, a quelle attualmente dovute sulle locazioni: Irpef, addizionali regionali e comunali, imposta di bollo e di registro.

La cedolare secca, l'opportunità che un locatore può esercitare sulle abitazioni che affitta, per i contratti di affitto a canone libero nel 2014 passa dal 21% al 19% , mentre per i contratti stipulati dal 2013 in poi passa dal 19% al 15%.