Le novità relative agli affitti 2014 sono tante: con l'avvio del nuovo anno, sono stati introdotti dei cambiamenti radicali per quanto riguarda il mondo degli affitti, portando allo stesso tempo a qualche confusione in seguito all'introduzione delle nuove regole. Ma come cambiano gli affitti nel 2014 in merito alla tracciabilità e cosa dice la legge in merito alle sanzioni sugli affitti in nero?
La tracciabilità degli affitti è uno degli argomenti principali e delle novità introdotte nel 2014 e che ha portato alla maggiore confusione quando si parla di canoni di locazione, in seguito a dei cambiamenti repentini che hanno riguardato questo argomento.
In un primo momento, infatti, era stato introdotto il divieto di pagare l'affitto in contanti, fatta eccezione per gli immobili commerciali, box, cantine e posti auto con l'obbligo di utilizzare mezzi tracciabili per mettere fine o comunque limitare il dramma dell'evasione fiscale.
Questa la regola per gli affitti 2014 prevista dalla legge di stabilità e che sarebbe dovuta entrare in vigore con l'inizio del nuovo anno. Tuttavia, le nuove regole sulla tracciabilità hanno portato ad alcune reazioni che hanno reso necessario il successivo intervento del Ministero dell'Economia e delle Finanze, il quale ha stabilito la possibilità di pagare in contanti fino alla soglia di 999,99 euro, superata la quale sono necessari metodi di pagamento tracciabili.
Relativamente alle possibili sanzioni, queste scattano solo nel momento in cui sarà superato il pagamento degli affitti in contanti di 1000 euro e vanno dall'1 al 40% dell'importo versato, con un minimo di 3000 euro.
Fatta chiarezza sulle regole relative alla tracciabilità ed al pagamento in contanti degli affitti 2014, da qualche giorno è emersa una novità relativa questa volta agli affitti in nero. Fino a poco tempo fa gli affittuari che segnalavano e quindi denunciavano contratti di affitto in nero, potevano godere di alcuni importanti vantaggi. Da oggi non sarà più così in quanto la Corte Costituzionale ha ritenuta illegittima questa norma.
La sentenza è stata depositata lo scorso 14 aprile e fa riferimento al dl 23/2011 che all'art.
3, commi 8 e 9 rendeva possibile per l'inquilino la denuncia e la registrazione di propria iniziativa di un contratto d'affitto in nero presso l'ufficio delle Entrate, potendo così beneficiare di un affitto annuo pari al triplo della rendita catastale, con un importo decisamente inferiore (di circa il 70/80%) rispetto ai valori di mercato e con durata di 4+4.
Quanto stabilito di recente dalla Corte Costituzionale ha effetto anche per il passato: ciò significa che non avranno più valore i contratti registrati dagli inquilini o dal Fisco a partire dal 6 giugno 2011. Il contratto decadrà quindi, così come la norma di legge che lo aveva istituito e l'inquilino dovrà regolare il periodo in cui ha occupato l'abitazione.
Se da una parte questa novità sugli affitti in nero ha generato nuovo caos, dall'altra si è ripristinato il principio della proporzionalità delle sanzioni. A proposito di sanzioni, resta chiaro il fatto che chi ha affittato in nero dovrà ugualmente pagare le imposte non versate, le sanzioni e gli interessi.