Qualora si abbia a disposizione un immobile da dare in affitto oppure si cerchi un appartamento da prendere in locazione, è opportuno sapere quali siano le modalità per effettuare la registrazione del contratto.

Una volta che il contratto è stato redatto è necessario provvedere all'adempimento degli obblighi tributari.

La legge prevede che i contratti di locazione di beni immobili siano registrati dal proprietario (locatore), dal conduttore o dal professionista che redige il contratto, con contestuale versamento delle imposte dovute (registro e bollo) presso uno sportello bancario o postale.

La registrazione deve essere richiesta entro il termine di 30 giorni dalla data di stipula del contratto e deve essere effettuata presso qualunque ufficio dell'Agenzia delle Entrate. I contratti esenti dalla registrazione sono quelli che non superano i trenta giorni nell'arco dell'anno.

Come va registrato il contrato di locazione

La legge prevede due tipologie diverse di contribuzione: il regime ordinario valido per tutte le tipologie di contratti di affitto, che comporta il versamento delle imposte di registro e di bollo; il regime sostitutivo esclusivamente per gli immobili destinati a civile abitazione (cedolare secca).

In via ordinaria la registrazione del contratto potrà essere effettuata recandosi presso l'Agenzia delle Entrate con le marche da bollo e presentando un modello cartaceo, F23, per effettuare il versamento dell'imposta di registro.

La registrazione può avvenire telematicamente, anzi a partire dal 29 aprile 2012 coloro che possiedono almeno 10 unità immobiliari devono sempre provvedere in via telematica. Prima erano soggetti al suddetto obbligo solo coloro che possedevano almeno 100 unità. Al versamento dell'imposta di registro, di bollo con eventuali sanzioni e interessi si provvede sempre telematicamente. A far data dal 31 marzo 2014 il precedente modello 69 è stato sostituito definitivamente dal cosiddetto modello RLI.

In alternativa alla modalità ordinaria di registrazione il locatore può optare, in sede di registrazione del contratto, per l'applicazione della cedolare secca (a meno che non si tratti di soggetto non ammesso ad effettuare l'opzione).

Chi è tenuto al pagamento dell'imposta di registro?

Le spese per la registrazione del contratto sono dovute dal conduttore e dal locatore in parti uguali. Previo accordo, le parti possono stabilire che la somma sia a carico del solo proprietario ma, come ritenuto dalla giurisprudenza, non è valido il contrario. Ad ogni modo, in caso di mancato versamento, entrambe le parti sono responsabili in solido, nel senso che l'agenzia delle entrate, in caso di mancata corresponsione, potrà richiedere il pagamento ad uno solo dei due contribuenti con estinzione del debito.

Modalità di pagamento dell'imposta di registro

L'imposta può essere versata annualmente e in ogni caso per il primo anno non deve essere di importo inferiore a 67 euro, oppure in unica soluzione, per l'intera durata del contratto, con possibilità in tal caso di beneficiare di una riduzione.

Quando si stipula un contrato di locazione per immobil ad uso abitativo si deve pagare l'imposta nella misura del 2 per cento del canone annuo moltiplicato per il numero delle annualità. I contribuenti che stipulano una contratto a canone concordato e si trovano in uno dei Comuni ad alta tensione abitativa possono usufruire della riduzione del 30% con aliquota che passa da 2 per cento all'1,4 per cento.