Una brutta sorpresa per tutte le famiglie italiane in difficoltà economica che dovranno affrontare lo sfratto senza poter fare affidamento sulla consueta proroga del blocco sfratti. Il Ministero dell'Infrastrutture si giustifica affermando che nel decreto casa sono presenti tutti gli aiuti necessari per sostenere le famiglie in difficoltà.

Per chi non lo sapesse, il blocco degli sfratti è un beneficio riservato alle famiglie con un determinato reddito o con particolari situazioni (persone malate o figli piccoli a carico) che prevede, in termini pratici, un vero e proprio allungamento dei tempi standard che precedono lo sfratto in seguito alla scadenza del normale contratto di locazione.

Diverse associazioni tra cui Sunia hanno richiesto una proroga del blocco sfratti per aiutare tutte le famiglie in difficoltà, proprio come è accaduto l'anno scorso con il precedente Milleproroghe che prevedeva un blocco degli sfratti fino al 31 dicembre 2014. Ma le richieste non sono state ascoltate e il Ministero dell'Infrastrutture risponde affermando che diversi fondi sono stati stanziati proprio per aiutare le famiglie in difficoltà, come i 200 milioni di euro per il fondo affitti.

Questo però non cambia la situazione di quelle famiglie italiane che devono fare i conti con lo sfratto e la conseguente paura di restare senza casa. In particolare, si teme la lentezza della macchina burocratica italiana e i tempi necessari per lo stanziamento dei fondi, fattori che potrebbero determinare una risposta inadeguata alle richieste delle famiglie che rischiano la propria abitazione.

E' da sottolineare che, contrariamente a quanto si possa pensare inizialmente, il blocco degli sfratti è una tutela sia per coloro che hanno problemi con i pagamenti dell'affitto, sia per gli inquilini che pagano regolarmente ma il cui contratto scaduto non verrà rinnovato. Si parla di famiglie che, per motivi economici e non, non possono permettersi di trovare un'altra casa. Le proteste non si fermano, ma ora non si può fare altro che attendere una nuova risposta ufficiale dal Ministero dell'Infrastrutture.