Nelle scorse ore è arrivata una condanna molto significativa da parte di una pubblica Autorità nei confronti di due grandi case produttrici di Smartphone.

In particolare Apple e Samsung sono state ritenute entrambe colpevoli, a giudizio dell'Antitrust italiana (Autorità Garante per le Comunicazioni), per pratiche scorrette, volte a programmare sostanzialmente l'obsolescenza dei propri apparecchi tecnologici, al fine di trarre ulteriore profitto da parte di clienti, costretti ad acquistare smartphone e tablet sempre più moderni ed aggiornati. Una condanna che impone adesso alle due società di pagare multe milionarie.

La condanna dell'Autorità Garante italiana a Samsung e Apple

L'Antitrust, all'esito della propria istruttoria interna (coadiuvata dal Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza), ha accertato che tanto la Apple e la Samsung, tramite l’insistente richiesta di effettuare il "download" di firmware sempre più aggiornati, con cadenze molto frequenti, inserivano all'interno dei flussi di dati acquisiti dagli apparecchi ricettori. Tali files di fatto danneggiavano il comparto hardware dello smartphone e del tablet, gravando le dotazioni tecnologiche con appesantimenti software e gravose implementazioni del sistema.

Inoltre le due compagnie sono state condannate anche a causa della riscontrata "asimmetria informativa": in sostanza i produttori non avrebbero fornito specifiche delucidazioni ai propri clienti, circa la natura dei firmware che andavano a scaricare, e circa il conseguente appesantimento del sistema software che ne sarebbe derivato.

Peraltro, sia Apple che Samsung non hanno neppure consentito operazioni di disinstallazione del nuovo comparto operativo così gravosi in termini hardware, al fine di permettere alla clientela il ripristino a versioni precedenti dei software, in tal modo alleviando gli smartphone dalle nuove onerose tecnologie.

Entrando nello specifico, è stato riscontrato che Samsung avrebbe "insistentemente proposto", a decorrere dal mese di maggio 2016, l'installazione di un nuovo firmware sul Galaxy Note 4: in realtà tale "upgrade" tecnologico (denominato Android Marshmallow) era previsto per il ben più performante Galaxy Note 7.

Questo, ovviamente, ha determinato gravi malfunzionamenti sui vecchi apparati che, loro malgrado, sono stati aggiornati, senza ricevere la previa informativa circa gli appesantimenti richiesti dall'evoluzione tecnologica.

A sua volta Apple ha gravato i propri modelli iPhone 6, 6Plus, 6s e 6s Plus del nuovo sistema operativo denominato iOS 10; tecnologia che, tuttavia, era propriamente realizzata per il nuovo iPhone 7, ma non certo per i modelli antecedenti.

Anche in tal caso la società non avrebbe informato delle maggiori risorse di energia del nuovo sistema e dei possibili rallentamenti e ulteriori disagi che i modelli meno evoluti avrebbero potuto riscontrare.

L'entità della condanna inflitta e le reazioni dei consumatori

In ragione dell'accertata condotta colpevole, Apple è stata condannata al pagamento di una sanzione di 10 milioni di euro; Samsung ha invece subito una condanna per "soli" 5 milioni di euro.

Subito si sono fatte sentire le associazioni dei consumatori. Ivo Tarantino, responsabile delle relazioni esterne per Altroconsumo, ha osannato il provvedimento sanzionatorio, evidenziando come si tratti di una "decisione storica". Il principio che traspare è semplice ma di rilievo fondamentale: non può essere mai negato il diritto di un consumatore di fruire di un prodotto perfettamente funzionante.

Mentre il presidente del Codacons Carlo Rienzi ha affermato: "Le sanzioni inflitte dall’Autorità non bastano. Il Codacons, dopo la decisione dell’Antitrust, sta studiando le possibili azioni risarcitorie da intentare contro Apple e Samsung"

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