La notizia di mercoledì scorso, trapelata durante la Samsung Developer Conference 2018, relativa all'uscita del Galaxy F, ha suscitato interesse in molte persone, soprattutto per via della novità che questo Smartphone porta con sé: l'Infinity Flex, ovvero il display pieghevole. Tuttavia, si tratta semplicemente della realizzazione di un'idea nata e sviluppata negli ultimi mesi, anche dopo l'arrivo dello ZTE Axon M nel febbraio di quest'anno.

Cosa sappiamo del Galaxy F

Il nuovo device di Samsung dovrebbe chiamarsi F (da "foldable", "pieghevole") e non X, forse a sottolineare un distacco sul piano tecnologico con la Apple.

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Le specifiche tecniche non sono ancora ben chiare: finora si è parlato solo dello storage, che si aggirerebbe sui 512 GB, dello schermo, che risulterebbe un 7,3" se aperto, e della mancata connettività 5G. Il prezzo dovrebbe essere all'incirca di 1500€, dovuto soprattutto alla tecnologia Infinity Flex, e la data di uscita cadrebbe nel marzo 2019. Sappiamo, infine, che Samsung punta molto su questo dispositivo e vorrebbe riuscire a vendere almeno un milione di Galaxy F: una cifra molto alta che però gioca sull'impatto che questa novità del display avrà sul pubblico, sperando di riuscire a fare breccia in un mercato abbastanza monotono, almeno per quanto riguarda gli ultimi anni.

Quanto c'è di veramente nuovo nel Galaxy F

Il nuovo smartphone di casa Samsung, secondo nella categoria smartphone pieghevoli, ha registrato sin dall'annuncio del suo lancio un grande interesse e una altrettanta grande curiosità per la ventata di aria fresca che potrebbe portare nel mondo mobile grazie all'Infinity Flex Display. Se da un lato non si può fare a meno di essere entusiasti per questa novità, dall'altro bisogna chiedersi quanta novità porti veramente con sé il Galaxy F: supponendo di tralasciare, per un momento, il display pieghevole, ci si ritrova, infatti, con un 'normalissimo' device di fascia alta.

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Supponendo, invece, di considerare il display in questione, si avrebbe sicuramente una comodità in più, data dalla possibilità di portare in tasca un potenziale tablet oltre che uno smartphone, ma saremmo di fronte a due 'normalissimi' dispositivi uniti tra di loro: una tale 'novità' non reggerebbe di fronte a innovazioni del calibro di computer quantistici e blockchain.

Considerata la possibile inutilità dell'uso di questo smartphone, il rischio maggiore sarebbe quello della perdita di funzionalità per un utente medio (ovvero chi si può permettere una spesa da 1500€) nel momento in cui tale utente medio realizza che non tutti hanno veramente bisogno di un misto tablet/smartphone.

A quel punto si costituirà una nicchia di users, sui quali l'azienda sudcoreana non potrà fare affidamento poiché nel frattempo la concorrenza si sarà messa al passo. Insomma, a Samsung non rimane altro che sperare nel boom iniziale e nella fiducia dei clienti.

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