Domenico Quirico è libero e potrà nelle prossime oreriabbracciare la sua famiglia. Per il cronista de La Stampa, l’incubo dellaprigionia in terra siriana è finito, a 5 mesi esatti dalla cattura. A dare l’annuncio sono state in un primo momento in via ufficiosa fonti vicineal governo di Damasco, ma le conferme in Italia non si sono fatte attendere,con tanto di felicitazioni espresse personalmente dal ministro degli EsteriEmma Bonino.
“Questa liberazione ci riempie di gioia e siamo lieti di potercomunicarla ai parenti di Quirico, che potranno finalmente riabbracciare ilgiornalista dopo tanti momenti di ansia", sono state le prime parole pronunciate dall'esponente dell'esecutivo in carica in seguito all'ufficializzazione della notizia.
Altrettanta soddisfazione è stataesternata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, contento dell’operatodella Farnesina per tutta la durata dell’emergenza, mentre il premier EnricoLetta il ritorno in patria del reporter è frutto di un lavoro collettivo delladiplomazia italiana, ai cui sforzi sono stati premiati nonostante la difficilegestione della vicenda, grazie anche a quella “speranza mai venuta meno” daAprile ad oggi.
In fermento per l’arrivo del loro collega, redattori edirettore del quotidiano La Stampa, ansiosi di tornare a lavorare insieme aQuirico al più presto, dopo aver temuto il peggio nelle venti settimane didrammatica attesa senza segnali di grande conforto.
Adesso, non prima di avermesso in sicurezza il giornalista, gli organi preposti proveranno a far lucesull’intera vicenda, andando ad esaminare ogni indizio utile a chiarire gliaspetti più controversi, a partire dalle reali motivazioni dell’azionecriminale ai danni del’inviato in Siria del giornale torinese.