Sono centinaia i giovani che a partire dalle 14 di martedì si sono dati appuntamento in Corso Magenta a Milano, per partecipare ad EduExpo, salone internazionale di orientamento indirizzato a chi desidera studiare o lavorare all'estero.Circa una ventina gli espositori, provenienti da Paesi europei e non, che per tutta la giornata sono rimasti a disposizione dei curiosi, i quali hanno avuto la possibilità di incontrare i responsabili degli uffici di ammissione di università e college stranieri, oltre ai rappresentati di agenzie governative e di consulenza.

L'obiettivo? Reperire il maggior numero di informazioni e brochure per poter coronare il proprio sogno di andare via dall'Italia. Molteplici le proposte: corsi di lingua, lauree triennali e specialistiche, master, summer schools, volontariato, stage (retribuiti e non), programmi di studio-lavoro.L'imperativo pare essere uno solo: andare via. Dove non si sa. A far cosa di preciso neppure.

"I giovani italiani sono quelli che escono di meno dai confini nazionali, quindi forza ragazzi, andate via!", incita una responsabile al desk dello Ium, business school con sede a Monaco. E ancora: "Vogliamo far andare tutti gli italiani in America", commenta una rappresentante di un affollatissimo spazio dedicato a periodi di studio-lavoro Oltreoceano, che espone in bella vista un cartellone scritto a mano con la frase "Come lavorare in America".

Australia e Stati Uniti le mete più gettonate. Lauree specialistiche e master i più richiesti. Toefl e Ielts (certificazioni di lingua inglese), i requisiti indispensabili. E i costi? Trentamila euro il costo medio annuale (o semestrale) delle rette, cui si deve chiaramente aggiungere vitto, alloggio e viaggio che, com'è facile intuire, sono a carico dello studente. Ma non preoccupatevi, "C'è la possibilità di mantenersi con un lavoretto part-time durante gli studi, una volta sul posto", sottolineano ad un banchetto statunitense. Lavoretti nella ristorazione, come ragazze alla pari e negli hotel. E non demoralizzatevi se la vostra conoscenza della lingua non è delle migliori; c'è posto anche per voi: in campo agricolo.

Nessuno accenna alle borse di studio tanto esaltate nelle pagine pubblicitarie dell'evento.Curiosità, illusioni, speranze di trovare migliori opportunità di lavoro e di vita, desiderio di capire altrove cosa non va nel proprio Paese e di tornare "per cambiare l'Italia", come commenta sorridendo uno studente del Politecnico di Milano, sono le molle che spingono questi giovani a fuggire.Ed uscendo, tanti i determinati a compiere questo passo, ma anche tanti i confusi ed i delusi.