Il problema del femminicidio spesso è legato alla violenza domestica o ai casi di tradimento. Purtroppo sta emergendo anche un altro "movente" che scatena la furia omicida nei confronti delle donne: il voyeurismo.

Per chi ancora non sapesse in cosa consiste, spieghiamo che si tratta dell'atteggiamento di chi spia persone nude, seminude, intente a spogliarsi o ad avere rapporti sessuali. Questa "moda" sta prendendo piede in tutto il mondo e i casi di voyeurismo si stanno moltiplicando con valori esponenziali: il voyeur professionista arriva fino al punto di piazzare microtelecamere nei bagni femminili, nei camerini dei negozi di abbigliamento, persino nelle cabine spogliatoio delle spiagge.

E' chiaro che questa morbosità provoca un aumento vertiginoso del desiderio sessuale che, nella maggior parte dei casi, finisce per sfogarsi con l'autoerotismo ma che, talvolta, prosegue il suo corso con pedinamenti che divengono sempre più ossessivi e spesso praticamente "invisibili".

Il maniaco non si "accontenta" solo di guardare ma finisce con il desiderare un rapporto con la "vittima" che, naturalmente, nella maggior parte dei casi non si accorge, anche per diverso tempo, dell'interesse nascosto del soggetto: solo per fare un esempio di cronaca, a Bologna, negli scorsi mesi, sono stati arrestati un idraulico e un suo collaboratore elettricista che, con il pretesto di un intervento, avevano sapientemente nascosto una microtelecamera  nel bagno dell'abitazione di due giovani studentesse.

Quella del voyeurismo, quindi, potrebbe risultare un'altra causa scatenante dei casi di femminicidio, purtroppo in aumento non solo nel nostro Paese: l'abbrutimento della psicologia maschile sembra stia precipitando in un vortice senza fondo, e a farne le spese, purtroppo, sono le donne indifese.