Il malato di Sla Raffaele Pennacchio si è spento ieri sera a Roma nella sua camera d'albergo dopo aver preso parte all'incontro con il Governo e dopo il presidio sotto al Ministero dell'Economia. Raffaele Pennacchio si stava battendo insieme agli altri malati disabili per il diritto all'assistenza domiciliare, diritto che in Italia sta purtroppo venendo meno e sta rendendo molto difficile la vita ai malati e anche alle loro famiglie.
Raffaele Pennacchio faceva parte del direttivo del 2Comitato 16 novembre onlus" e il suo è sempre stato un combattimento attivo: ha sempre fatto scendere in campo tutte le sue forze per cercare di far valere i suoi diritti e i diritti di tutti i malati italiani. Il vicepresidente della onlus Mariangela Lamanna ha affermato, come possiamo leggere dal comunicato stampa Ansa di questa mattina: "Era stanco e provato per i due giorni di partecipazione alla nostra protesta per il diritto all'assistenza domiciliare ai disabili gravi" e ha aggiunto: ''Raffaele si è battuto per accendere i riflettori sull'assistenza domiciliare ai disabili gravi e gravissimi che hanno diritto a restare a casa con dignità e a cure amorevoli".
I disabili italiani si stanno battendo proprio per questo, per riuscire a continuare le cure e i trattamenti direttamente presso il loro domicilio perché solo a casa con i propri familiari, con le persone care e amate, i malati di Sla e di altre malattie della stessa gravità possono sentirsi meglio, perché solo in questo modo ogni istante della vita, per quanto dolorosa, può essere considerato degno di essere vissuto.