Correva l'anno 1999, quando un bambino di solo 5 anni, si trovò da solo in mezzo a un oceano tutto suo he non finiva mai. La sua mamma, convinta che i sogni si avveravano oltre quel mare blu intenso, lo ha portato in barca. Ma quella, non era una vacanza, era solo l'inizio di una "tragedia" che ha commosso il mondo intero. Il nome di quel bambino lo abbiamo imparato tutti, di una parte all'altra del pianeta: Eliàn Gonzàlez.

Una giornata fredda di novembre, un gruppo di 14 cubani, compresi Eliàn e la sua mamma, decidono di emigrare illegalmente verso gli Stati Uniti.

Una imbarcazione fragile, colpevole d'un naufragio quasi prevedibile. E la paura, e i sogni infranti, e un bambino che resta da solo, senza la sua mamma, circondato di delfini.

Sopravvissuto al naufragio, Eliàn Gonzàlez, viene trovato da  due pescatori e portato a La Florida, la stessa meta che tanto aveva invocato sua madre, e che lui senza volerlo aveva trovato. In poche ore quel bambino divenne "un caso diplomatico tra i più difficili tra Stati Uniti e Cuba".

Il piccolo solo e impaurito si era così ritrovato in balia dei flutti e delle autorità di entrambi i paesi. I cubani che in quelle condizioni riuscivano a raggiungere gli Stati Uniti venivano autorizzati a rimanere. Così speravano i parenti di Eliàn, quelli di Miami.

In tanto c'era un padre che da Cuba si batteva per fare ritornare il bimbo a casa sua. Si, perché il bambino era stato portato via senza la autorizzazione del padre.

Il caso perciò, fu abilmente portato su un piano diverso. Da una richiesta di asilo politico vero e proprio fu relegato ad un caso di affidamento parentale. Proprio per questo nel 2000 le autorità cubane ebbero la meglio con la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di rispedire Eliàn a casa.

Fu così che il 22 aprile di quell' anno, la casa dello zio in cui il bambino veniva tenuto provvisoriamente fu circondata della polizia e il piccolo preso per essere poi riconsegnato a suo padre Juan Miguel Gonzàlez. Quel famoso blitz fu visto in gran parte del mondo.

Oggi, quel bambino diventato uomo, vive in un piccolo paesino chiamato Càrdenas, 150 km dall'Havana. Diventato, ormai, il simbolo della lotta contro l'impero americano, lo abbiano visto recentemente tra gli invitati al Festival Provinciale della Gioventù, a Matanzas. Lui, come una ragazzo qualsiasi, passeggiava tra la folla. Ma chi lo riconosce non può non ricordare il bambino che diventò il figlio di tutti i cubani.

Oggi Eliàn Gozàlez studia, e membro dell'Unione dei Giovani Comunisti, è grato al popolo cubano, e ama Fidel Castro. Vive con suo padre e ogni tanto visita un delfinario vicino alla sua città. Chissà che i delfini siano il suo legame più stretto con quell'avventura drammatica e straordinaria che cambiò per sempre la sua vita.