Morto, vivo, sono due parole che mal si accompagnano. Se ad esse però incastriamo bruciato, con quest'ultimo che diventa dunque infisso del pre (morto) e sub (vivo) fisso, la formula diventa maledettamente concreta. Come quella che ha posto fine alla vita di Paul Walker, il divo quarantenne non di Hollywood ma di un mondo fatato come quello di Fast and Furious, che lui, Paul, ha contribuito a trasformare in pochi ciak (si gira) in qualcosa di leggendario.  

Sono ormai ufficiosi, quindi quasi ufficiali, i risultati dell'autopsia che dovrà mettere un punto fermo alla vicenda.

Se in un primo momento si credeva che Paul Walker fosse morto nello schianto, adesso le carte in tavola sono totalmente cambiate. L'esito dell'esame infatti rivela una verità agghiacciante: Brian O'Conner, il personaggio che Walker ha reso celebre girando le scene di Fast and Furious, non è morto sul colpo bensì sarebbe riuscito a sopravvivere al terribile schianto della Porsche Carrera salvo poi cadere vittima delle fiamme che in pochi minuti hanno letteralmente sbriciolato l'auto e il corpo dello sfortunato attore.

Oltre ai risultati dell'autopsia si sta facendo luce anche sulla causa che ha portato la Porsche guidata dall'amico di Walker a sbattere contro il palo della luce. Nelle ultime ore infatti dalla California rimbalza la voce che ci sia un guasto tecnico dietro l'incidente che è costata la vita a Paul Walker.

Perde di credibilità l'indiscrezione secondo cui i due amici fossero impegnati in una corsa clandestina, sebbene l'auto al momento dello schianto viaggiasse a 90 miglia orarie, che corrispondono a circa 144 km/h.