La scossa sismica più forte è stata avvertita alle ore 18.09 a Napoli e ha gettato nel panico la popolazione. L'intensità registrata è stata di 4.9 gradi della Scala Richer. L'epicentro, secondo la Protezione Civile della Campania, è nel Matese. La profondità della scossa è da collocare a 10 km, sotto i Monti del Matese.

Ci sono state circa 130 scosse, tutte di magnitudo pari o superiore ai due gradi della Scala Richter, 96 scosse sono state registrate domenica e 34 oggi lunedì mattina. Sette sismi sono stati superiori a 3 gradi. Il sismologo dell'Istituto Superiore di Geofisica e Vulcanologia informa che la scossa principale e le repliche sono avvenute lungo una faglia estese dieci chilometri da Nord-Ovest e Sud-Est.

Si tratta di una faglia parallela all'Appennino.

Il 18 dicembre 2013 è iniziata la sequenza di scosse del bacino di Gubbio, la cui intensità registrata è di 4 gradi. Il 23 dicembre altre scosse nel messinese, nel golfo di Milazzo, e le repliche del terremoto della Lunigiana.



Il terremoto del casertano, al confine col Molise, ha avuto ipocentro tra 10.4 e 9.6 km di profondità. L'epicentro tra Castello del Matese, Gioia Sannitica, Piedimonte Matese,  San Gregorio Matese e San Potito Sannitico. Altro centro interessato dallo sciame sismico è Cusano Mutri nel beneventano.

Con la scossa più forte delle 18.10 molti campani hanno pensato ad una possibile eruzione del Vesuvio. Chi si trovava in casa ai piani alti, è sceso in strada.

Altri hanno pensato al terremoto del 1980, che ha devastato la Basilicata e l'Irpinia.

Ci sono state molte telefonate ai Vigili del fuoco per avere informazioni sull'accaduto e sul possibile collegamento con il Vesuvio, vulcano quiescente della città di Napoli, che nel 1944 ha eruttato con un'attività esplosiva subpliniana con flussi piroclastici e colate di fango.