Un mandato d'arresto per Paolo Riva, uno dei figli di Emilio Riva, ex patron dell'Ilvadi Taranto è stato spiccato dalla procura milanese nell'ambito diun'inchiesta sulle vicende finanziarie, societarie e fiscali delgruppo Riva. Paolo Riva pare che attualmente si trovain Inghilterra, si vede contestato il reato di truffa allo Stato perl'erogazione di contributi per l'esportazione per circa 100 milionidi euro con la complicità di altre due persone già arrestate: unprofessionista residente in Svizzera ed un dirigente della societàRiva Fire.

Leindagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Francesco Greco edai pm Stefano Civardi e Mauro Clerici, mentre l'ordinanza dicustodia cautelare a carico di Paolo Riva e dei duearrestati è stata firmata dal gip Fabrizio D'Arcangelo.

In questonuovo capitolo giudiziario (sarebbe la terza tranche di tuttal'inchiesta) anche le acciaierie Ilvadi Taranto risultano nel registro degli indagati per la violazionedella legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa deglienti per i reati commessi dai dipendenti.

Intanto la Guardiadi Finanza è all'opera e hagià sequestrato decine di milioni di euro. Intanto,mentre sul fronte giudiziario si registrano questi nuovi sviluppi,proprio ieri (martedì 21 gennaio) alla Camera ripredeva ladiscussione del decreto legge 136 sull'Ilvadi Taranto e sulla Terra dei Fuochi.Nel primo caso è in discussione la possibilità di aumentare ilcapitale sociale dell'ex Italsider attingendo ai capitali dellafamiglia Riva e, in caso di rifiuto da parte loro, di attingere ainvestitori terzi. Nel caso della Terra dei Fuochi invece ladiscussione verte sulle misure di prevenzione ambientale e sullatutela delle popolazioni esposte alle fonti inquinanti