Oramai si è perso il conto delle vittime che la statale SS 268, nota a tutti come la "Strada della Morte", ha registrato a causa dei numerosissimi incidenti che, ogni anno, avvengono su quell'asfalto maledetto. Dopo la famiglia Sorrentino di Marigliano che ha perso la vita su quella strada il 5 Maggio del 2013 a farne le spese, questa volta, sono due amici di San Giuseppe Vesuviano e di Ottaviano (Mario Boccia, 24enne, Giovanni Tortora 22 anni) e due donne polacche (Rota Kowalski, 45enne e Jan Klose Kowalsh di 26 anni).

L'impatto fatale è avvenuto all'altezza dello svincolo Poggiomarino-Boscoreale e San Pietro di Scafati; la dinamica per cui la Hunday e la Ford si sono prodotti in questo scontro spaventoso è ancora da accertarsi ma sappiamo che, oltre ai quattro morti, è stato ritrovato anche un ferito prontamente liberato e messo in salvo grazie all'intervento dei Vigili del Fuoco di Castellamare di Stabia intervenuti su segnalazione della Sala Operativa di Napoli.

Vigili del Fuoco e Carabinieri stazionano ancora sul luogo dell'incidente per capire la dinamica che ha portato alla morte di queste quattro persone.

Ma una domanda è da porsi: quali sono le cause che generano tutto questo scempio? L'inosservanza di determinate regole da parte degli automobilisti o la mancata adozione di adeguate norme di sicurezza da parte degli organi competenti? Nessuno di noi, personalmente, si sente di imputare l'una delle due parti, si suole dire che "la verità sta nel mezzo". Ma questa è una verità davvero poco appagante, che non apre spiraglio a nessuna soluzione. Invitiamo, ancora una volta a chi ne compete, di trovare una soluzione a questo serio problema che coinvolge, ogni anno, tantissime persone.