Già otto secoli fa Dante aveva immaginato per la sua Divina Commedia la terribile legge del contrappasso per le persone che si erano comportate in maniera malvagia e che, dopo morti, la loro pena era di rivivere la loro malvagità per l'eternità. Eric Lawson non era un uomo malvagio, ma è passato alla storia come il "Marlboro Man", ovvero l'uomo delle sigarette Marlboro. Oggi è morto, e la causa della morte è tanto scontata quanto tremenda: cancro ai polmoni.
Probabilmente i nostri lettori meno giovani se lo ricorderanno vestito da cowboy che in una soleggiata giornata del far west si accendeva una bella sigaretta.
Per decenni è stato il mito, l'esempio per tutti gli uomini che volevano fare "i duri" con la sigaretta in bocca, almeno fino all'arrivo dello stop alla pubblicità delle sigarette perché facevano male alla salute.
Da allora Lawson ha tentato di restare nel mondo dello spettacolo partecipando con piccole parti a film e serie televisive, fino alla scoperta del tumore al polmone. Il Marlboro Man ci lascia dunque all'età di 72 anni dopo una vita a fumare sigarette (secondo la leggenda ha iniziato a 14 anni e non ha più smesso), seguendo le orme di suoi illustri predecessori come David Millar, morto a 51 anni, Wayne McLaren e David McLean, tutti ex testimonial della nota marca di sigarette, e tutti morti per problemi ai polmoni. E se c'è ancora qualcuno che pensa che non sia vero che fumare uccide, forse ora avrà modo di ricredersi.