E' successo in una casa popolare di contrada Alvanite, ad Avellino. Una bambina di soli due mesi è morta nella sua culla durante la notte; dalle prime analisi, sembra che la colpa sia stata di un rigurgito e, ad accorgersi che la piccola non respirava più è stata la giovane mamma che, insieme al marito, ha tentato inutilmente di rianimarla. Sono stati minuti di panico, tutti i vicini sono stati svegliati dalle urla disperate dei genitori, sul posto sono giunti in poco tempo i soccorsi ma è stato tutto inutile, la bambina oramai era morta e qualsiasi tentativo è risultato invano.
E' stata una tragedia, una famiglia distrutta, i genitori si incolpano di non essere stati abbastanza attenti, pensano che con qualche accorgimento in più tutto questo non sarebbe successo, si ritengono degli incapaci.
A distanza di poco tempo dall'accaduto, sono intervenute anche le forze dell'ordine, c' è stato un sopralluogo da parte dei carabinieri e di un magistrato che, dopo aver visionato la casa, si sono concentrati sul cadavere e, insieme al medico legale che era stato chiamato, hanno deciso di non disporre l'autopsia per la piccola poiché la dinamica dell'accaduto era molto chiara.
Episodi come questo non dovrebbero mai accadere, un altro angelo volato in cielo che lascia un vuoto incolmabile nelle vite delle persone che gli erano intorno, una tragedia improvvisa che ha lasciato tutti senza parole e che difficilmente potrà essere rielaborata in breve tempo dai genitori della piccola.