La Procura, di Torino, in merito alla violazione di sigilli compiuta nel 2010 in Val di Susa dall'ex comico Beppe Grillo ha chiesto una condanna a 9 mesi. I fatti risalgono a 4 anni fa quando il leader del Movimento 5 Stelle si recò in Val di Susa per sostenere le ragioni del movimento no-tav. In quella occasione Grillo improvvisò, come nel suo stile, un breve comizio davanti alla baita abusiva divenuta simbolo del movimento contro l'alta velocità.
La baita era già sotto sequestro giudiziario ma l'ex comico volle entrare simbolicamente lo stesso anche se diffidato dal Comandante dei carabinieri che così avrebbe commesso un reato, ma Grillo, accompagnato da altre 21 persone entrò lo stesso uscendone poco dopo facendosi riprendere dalle telecamere mentre mimava il gesto delle manette ai polsi.
Per gli altri 21 imputati dalla Procura torinese sono state richieste pene dai 6 ai 9 mesi e l'assoluzione per 4 di loro.
Ma le questioni di Beppe Grillo con la magistratura non finiscono qui: la Procura, di Genova infatti sta valutando la posizione del leader del M5S riguardo il reato di "istigazione alle forze dell'ordine a disobbedire" contemplato dal art. 266 del Codice di Procedura Penale. "Al riguardo sono giunti numerosi atti da diverse Procure dove risulta essere già indagato" ha affermato il procuratore capo di Genova, Michele Di Lecce.Al centro dell'attenzione della Procura, genovese ci sarebbe la famosa lettera aperta che Grillo postò sul suo blog, il 10 dicembre 2012, invitando le forze dell'ordine a disobbedire agli ordini e mettersi al fianco dei manifestanti. Ricordiamo i fatti: al termine di una manifestazione del "Movimento dei forconi" alcuni poliziotti si sfilarono il casco, gesto che fu interpretato da alcuni, compreso Grillo, come un atto di solidarietà verso i manifestanti.Intanto la Procura di Genova precisa che per ora non esiste conferma dell'iscrizione di Grillo nel registro degli indagati, ma che l'apertura del fascicolo sia per adesso un "atto dovuto".
Quello che è ancora da chiarire è il problema della competenza territoriale, infatti tutte le denunce per il reato di istigazione ai militari a disobbedire alle leggi sono pervenute alla Procura del capoluogo ligure dove il comico risiede (Sant'Ilario), ma una segnalazione è giunta dalla Procura di Teramo. Una volta chiarito il punto sulle competenze territoriali per Grillo potrebbero concretizzarsi altri guai giudiziari.