È finita dopo ventuno giorni la prigionia di Francesco Scalise, 62 anni, di Pianopoli, e Luciano Gallo, 52 anni, di Feroleto Antico. I due operai calabresi, che si trovavano in Libia da cinque mesi per conto della società General Works, impresa di Crotone, erano stati rapiti da un gruppo armato nei pressi del villaggio Dartuba, in Cirenaica, regione orientale in cui le milizie islamiche imperversano dalla caduta di Muammar Gheddafi.

L'operazione, secondo quanto riportato in una nota dalla Farnesina, è frutto di attività congiunte tra autorità libiche e italiane e dell'azione di coordinamento svolta tra unità di crisi, ambasciata e altri organi dello Stato.

Il ministro degli Esteri, Emma Bonino, ha espresso "grande gioia e soddisfazione per la liberazione di Francesco Scalise e Luciano Gallo" e ha voluto "esprimere un sentito ringraziamento a tutte le donne e gli uomini della Farnesina e delle altre istituzioni che hanno consentito di giungere a un esito favorevole della vicenda in un contesto ambientale difficile".

I nostri due connazionali sono arrivati ieri all'aeroporto di Ciampino intorno alle ore 17.30 a bordo di un Falcon 900. Apparentemente stanchi ma in buone condizioni di salute non hanno rilasciato dichiarazioni. «Questa è la dimostrazione che bisogna avere fiducia nelle istituzioni», ha commentato Gianluca Cuda, sindaco di Pianopoli, il comune del catanzarese di cui è originario Scalise.

Anche il presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, ha voluto esprimere l'apprezzamento suo e di tutta l'Assemblea legislativa regionale per la conclusione positiva del caso: "L'attenzione alla dolorosa vicenda da parte delle autorità preposte è stata evidentemente alta e incisiva. Dopo la grande preoccupazione e la solidarietà che tutta la Calabria ha espresso, adesso è il momento della gioia, perciò attendiamo con ansia il loro ritorno in Calabria".