Una situazione ormai fuori controllo. Quella in corso da giorni a Kiev può considerarsi a pieno titolo, una guerra civile. Nemmeno la tregua annunciata ieri sera dal presidente Yanukovich è servita ad interrompere gli scontri. Così come l'ultimatum lanciato dall'esecutivo ai ribelli di consegnare volontariamente le armi. Un nuovo massacro di civili ha risvegliato la capitale dell'Ucraina, ripiombata da stamane nel caos totale. Il palazzo del Governo e quello del Parlamento sono stati evacuati.



Il conteggio delle vittime cresce di ora in ora. Secondo la 'CNN' sarebbero già un centinaio. Per il coordinatore dell'assistenza medica dei manifestanti, Oleh Musiy, 70 e circa 500 i feriti. Numeri comunque impressionati. La polizia ha invitato la popolazione a non uscire di casa; il Sindaco - uomo di fiducia del presidente - ha deciso di dimettersi in segno di protesta contro le inaccettabili violenze in atto.

Le sanzioni dell'Unione Europea

L'Unione Europea non poteva assistere passivamente ed ha deciso di intervenire immediatamente.
"Insieme ai ministri di Polonia, Germania e Francia (che al momento si trovano a Kiev, ndr), abbiamo deciso di procedere molto rapidamente, nelle prossime ore ore al blocco dei visti ed al congelamento dei bene di coloro che hanno commesso le violenze. Ci sarà inoltre un'apertura per quanto riguarda i visti per i feriti e la società civile e per i dissidenti" ha sottolineato da Bruxelles il ministro degli Esteri italiano, Emma Bonino.


Anche Stati Uniti e Nato non stanno a guardare

Gli Stati Uniti hanno preso immediatamente dei provvedimenti: 20 alti funzionari ucraini, ritenuti responsabili delle violenze che stanno 'stuprando' il loro paese, sono stati inseriti in una 'black list' di persone sgradite, alle quali non verrà rilasciato alcun visto di ingresso.
Anche la Nato, nella figura del suo segretario generale, Anders Fogh Rasmussen, ha diffidato il governo ucraino a proseguire sulla strada percorsa finora: "Invito fortemente il governo ucraino ad astenersi dall'ulteriore uso della violenza - ha ammonito il 61enne politico danese, come riportato da 'La Stampa.it' - Se i militari interverranno contro l'opposizione, i legami con la Nato verranno seriamente compromessi".


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