Si trovava all'interno di un minibus e si è fatto saltare in aria ad un posto di blocco nei pressi di Baghdad. Così un kamikaze ha procurato 34 morti - tra cui 5 bambini, ferendo altre 160 persone.

L'attentato è avvenuto all'ora di punta nella cittadina di Al - Hilla, che si trova a circa 100 chilometri dalla capitale irachena. In quel momento, ad un posto di blocco, c'era una grossa affluenza di traffico e di veicoli e il kamikaze, facendosi saltare in aria all'interno di un minibus carico di esplosivo, ha potuto così colpire un ampio numero di vetture che si trovavano nei dintorni. Si è scatenato un vero e proprio inferno, con molte automobili in fiamme e, come filtra dalla polizia irachena, molte persone sono morte bruciate all'interno delle proprie automobili.

L'attacco pluriomicida sembra essere giunto in risposta alle dichiarazioni del Primo Ministro dell'Iraq, Nuri al Maliki, in carica dal 2005, che ha accusato i Paesi circostanti - Qatar e Arabia Saudita - di dare sostegno finanziario e politico ai ribelli, mettendo così in pericolo la pace all'interno dello Stato iracheno.

Ma la spirale di violenza che sta colpendo il Paese non si ferma al terribile attentato avvenuto il 9 marzo, nel quale, la televisione irachena Al - Iraqiya ha fatto sapere di aver perso anche due suoi dipendenti. Nel corso di altri attacchi hanno perso la vita cinque persone, mentre tre poliziotti sono rimasti uccisi in altri attentati a nord di Baghdad.

Questi attacchi violenti preoccupano molto non solo lo Stato iracheno, ma anche la comunità internazionale: dallo scorso aprile, infatti, è stato registrato un forte aumento della violenza nel Paese, con attentati e uccisioni che sono quasi arrivati a toccare i livelli del sanguinoso biennio 2006 - 2008. Le stime delle Nazioni Unite dicono che nel 2013 i morti sono stati circa 8.800, mentre tra gennaio e febbraio di quest'anno si è già arrivati a quota 1.400.