In Crimea se non è guerra tra Russia e Ucraina poco ci manca: la situazione rimane tesissima ed a Sebastopoli primi scontri tra filo-russi e anti-russi, mentre la Nato fa alzare gli aerei-radar sui cieli di Romania e Polonia "per monitorare la situazione". Le autorità di Sebasti poli vicine a Putin hanno nel frattempo proclamato il russo lingua ufficiale e la nazionalizzazione della flotta militare.
Crimea: aerei Nato in volo, nazionalizzata la flotta - L'Alleanza Atlantica comincia a muovere i primi mezzi, ovvero gli Awacs, gli aerei-radar per l'allerta ed il controllo anticipato: come dichiarato dal Consiglio Atlantico rimarrano sui cieli di Polonia e Romania ma con le loro strumentazioni monitoreranno i movimenti dell'esercito russo e delle milizie ucraine fedeli a Mosca, che hanno occupato basi navali e aeronautiche e controllano le frontiere.
Notizia di queste ore è che le autorità della Crimea filo-russe hanno deciso la nazionalizzazione della flotta ucraina di Sebastopoli: "La flotta sarà interamente nazionalizzata, non intendiamo lasciar uscire le navi ucraine da Sebastopoli", ha detto il premier locale Serghiei Aksionov, non riconosciuto e ricercato da Kiev. Preclusa anche l'uscita alla flotta civile Cernomor Neftegas (navi per trasporto e ricerca di gas e petrolio).
Crimea: il russo lingua ufficiale a Sebastapoli - Con una decisione non molto a sorpresa ma che di certo non calma la situazione, il sindaco di Sebastopoli, principale città della Crimea e sede della Flotta Russa del Mar Nero (grazie ad un vecchio accordo tra Mosca e Kiev dopo il crollo dell'Urss), proclama il russo lingua ufficiale della città dove circa il 70% della popolazione è appunto russa.
Crimea, referendum sull'annessione alla Russia - Il 16 marzo ci sarà la consultazione popolare sul passaggio della Crimea dall'Ucraina alla Russia: l'esito numericamente appare favorevole ma si prevedono incidenti, anzi i primi scontri ci sono già stati. Otto cittadini su dieci sono favorevoli a passare sotto Mosca, tra i contrari i Tatari.
A Donetsk, città dell'Ucraina occidentale (ricordiamo che non solo la Crimea, ma buona parte dell'Ucraina dell'Ovest, zona fortemente industrializzata, è sotto le mire di Mosca e vorrebbe passare alla Russia) scontri tra manifestanti separatisti e quelli fedeli a Kiev, tra cui il candidato alle elezioni presidenziali ucraine del 25 maggio Vitali Klitscho, costretto ad sospendere un comizio in cui invitiva gli ucraini a restare uniti ed a evitare le provocazioni di Mosca.
In ogni caso, in Crimea e nell'Ucraina occidentale i filo-russi sono in maggioranza e la situazione è destinata a intesirsi ancora di più.