Un semplice intervento alla membrana del timpano si è concluso nel più tragico dei modi. Una bambina romana di 10 anni è deceduta durante un'operazione di routine presso Villa Mafalda, una casa di cura di Roma. I genitori inconsolabili vogliono sapere perché la loro piccola non è più uscita dalla sala operatoria, presentando una denuncia contro l'equipe che l'avrebbe operata.
I fatti sono accaduti sabato 29 marzo 2014 quando una coppia di romana ha portato la loro bimba alle 8:30 per essere operata all'orecchio destro. L'intervento che era programmato da tempo non presentava grosse difficoltà.
I genitori così fiduciosi che tutto si sarebbe risolto in un'ora circa avevano affidato la piccola paziente alle cure dei medici mentre loro sono rimasti ad aspettarla nel corridoio antistante. Ma qualcosa non è andato nel verso giusto, i tempi della ricostruzione timpanica si stavano tragicamente allungando. Così i genitori hanno cominciato a farsi mille domande e macinare chilometri e chilometri per i corridoi fino a scoprire che la loro piccina li aveva lasciati per sempre.
Il cuoricino di G.F. si era addormentato per sempre nonostante le lunghissime manovre rianimatorie durate oltre due ore, lasciando sbigottiti i sanitari di Villa Mafalda ed i genitori disperati che hanno denunciato l'equipe che aveva partecipato all'operazione della figlia mentre la Procura ha aperto un'inchiesta.
I genitori aveva affidato Giovanna che si era addormentata serena nelle mani dei sanitari di Villa Mafalda, una struttura privata romana per una ricostruzione del timpano dopo una forte otite, un'operazione fin troppo banale che però un arresto cardiaco ha tramutato in tragedia. Il papà, inconsolabile, continua a domandarsi: 'Come è possibile che per una banale operazione chirurgica all'orecchio mia figlia possa essere morta?'.
La risposta dovrà arrivare dalle indagini della Procura e dall'autopsia prevista per oggi o domani all'Istituto di medicina legale del Verano. I dirigenti di Villa Mafalda escludono categoricamente che la colpa possa essere stata della inadeguatezza della struttura già indagata per la morte di Alberto Bevilacqua.
In quell'occasione furono denunciati l'equipe che aveva in cura lo scrittore da tempo ricoverato.
Intanto la procura di Roma con a capo il pm Ilaria Calò deve fare luce per scoprire le cause del decesso ed i responsabili che per ora sono ignoti avendo già sequestrato le cartelle cliniche ed i documenti che sono al vaglio dell'Arma che spera di dare una risposta ad una morte così assurda.