Il lavoro nobilita l'uomo e dovrebbe essere così. Ma per chi lavora sui mezzi pubblici, a volte ti cade tutto il mondo addosso.

Non stiamo parando solo di guasti tecnici, ma di molteplici episodi di violenza contro il personale, che si susseguono in tutto il mondo. In questo "bollettino di guerra", non mancano purtroppo le continue aggressioni che capitano al personale che lavora nella Circumvesuviana di Napoli. Ieri verso le due del pomeriggio, alla fermata di Moregine sulla linea di Sorrento, due giovani ventenni hanno aggredito il macchinista che li riprendeva facendo il suo dovere, perché loro bloccavano le porte del treno, ritardando così la partenza.

Aggredendolo con calci e pugni, lo hanno poi spinto con la testa contro il vetro della cabina di comando. Il macchinista, nonostante la ferita alla testa, ha terminato la corsa andando in seguito all'ospedale di Sorrento per essere medicato e si prevede una prognosi riservata per cinque giorni.

Anche nel resto dell'Italia accadono molteplici e assurdi episodi di violenza, come a Cesena il 19 marzo, in via Cervese. L'autista di un bus venne aggredito da un ragazzo di solo 17 anni, mandandolo all'ospedale con il naso rotto. Il motivo? Aveva perso il bus e addirittura si dice, che il ragazzo chiamò prima la madre per farsi accompagnare con l'auto alla fermata successiva. Poi prese l'autobus e si accanì contro l'autista.

I macchinisti, che fanno riferimento all'OR.S.A. ovvero "Organizzazione Sindacati Autonomi e di base" in Campania, parlano difatti di una continua guerra giornaliera che avviene sui treni e chiedono la presenza delle forze dell'ordine, viste le continue violenze che subiscono.