È successo nella mattina di martedì 22 aprile 2014 a Napoli in via Domenico Fontana: un uomo di 45 anni (all'inizio si pensava avesse 35 anni) ha deciso di porre fine alla sua vita suicidandosi con un cappio al collo su una rampa anti-incendio in un istituto scolastico di Napoli. L'uomo in questione è Roberto Calenda, un elettricista con problemi di droga e senza un abitazione fissa.
Già una volta l'uomo ha tentato di suicidarsi senza però riuscire nell'intento e il motivo del suo triste gesto è ancora del tutto incerto. Il direttore e l'Istituto Comprensivo Cesare Pavese di Napoli sono scioccati da quanto accaduto.
Roberto Calenda ha lasciato un biglietto di scuse ai suoi cari all'interno della tasca dei suoi pantaloni prima di legarsi le mani con una fascetta di plastica. All'inizio la polizia ha pensato più a un omicidio ma poi, proprio perché hanno scovato questo tragico biglietto indirizzato ai famigliari, sono arrivati a pensare subito al suicido. Ora sono in atto le indagini e l'autopsia per mettere in chiaro le cose e scoprire il motivo del suicidio.
La dinamica del suicidio
Roberto Calenda, senza forzare nulla, è entrato nell'istituto scolastico scavalcando il cancello. Dopodiché si è posizionato sulla rampa di una scala anti-incendio e si è legato una corda al collo tenendo bloccate le mani con la fascetta che usava spesso nel suo lavoro da elettricista, per scongiurare ogni eventuale tentativo di liberarsi dal soffocamento in atto ed è così che ha trovato fine la sua vita.
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