Si è dato fuoco in auto, e una volta diventato una torcia umana, si è gettato sulla figlia avvolgendo anche lei tra le fiamme. L'ex moglie ha provato a salvare la bimba, ma non ci è riuscita. Così ha deciso di togliersi la vita Gianfranco Di Zio, pescarese di 48 anni, uccidendo anche la figlia Neyda di appena 5 anni. La tragedia si è consumata nel pomeriggio di domenica 27 aprile, nell'auto dell'uomo.

I due coniugi, separati, si erano incontrati in via Lago di Chiusi, forse perché la donna, Ena Pietrangelo, doveva riprendersi la figlia dopo che questa aveva trascorso la domenica insieme al padre. Proprio mentre tutti e tre si trovavano in automobile, è scattata la follia dell'uomo che si è cosparso di benzina e si è dato fuoco. L'incendio si è propagato in un attimo all'interno della vettura: la donna si è subito gettata sulla bimba per cercare di salvarle la vita, ma l'ex marito, mentre bruciava, ha stretto a sé la piccola ricoprendola con le fiamme e impedendo così alla 44enne di strappare la figlia da morte certa. La donna, una volta soccorsa, è stata sedata e portata all'ospedale Spirito Santo. Siccome aveva ustioni di primo e secondo grado sul 40% del corpo e del terzo grado sul 5%, è stata poi trasferita al Centro grandi ustionati Sant'Eugenio di Roma.

Secondo le prime ricostruzioni della Polizia della squadra mobile di Pescara, Gianfranco Di Zio, dopo la nascita della figlia, era diventato piuttosto possessivo e violento verso la bimba, ed era arrivato al punto di opporsi alla convivenza della piccola Neyda con le sorellastre nate da un precedente matrimonio della moglie, Ena Pietrangelo. Da quel momento, la convivenza era diventata impossibile e la donna, esasperata, era arrivata anche a denunciare il marito ai carabinieri di Cepagatti, paesino dove tutt'ora vive con le figlie. Nel mese di maggio dello scorso anno è stato sancito l'allontanamento di Di Zio dalla casa familiare e successivamente il Tribunale dei Minori ha disposto che l'uomo vedesse la figlia solo in presenza di assistenti sociali una volta alla settimana per un'ora, come è sempre accaduto, prima che decidesse di compiere il gesto estremo di darsi fuoco e di trascinare con sé anche la povera Neyda, di cui era tanto geloso.