La moda dell'autoscatto - oggi meglio conosciuta come Selfie - risale già a qualche secolo fa, quando i pittori decidevano di dipingere il proprio volto. Tra i più noti autoritratti troviamo ovviamente quelli di Vincent van Gogh, soprattutto quello in cui è ritratto con un orecchio mozzato. Con l'arrivo delle tecnologie, in particolare dei cellulari dotati di foto prima e dei Social network poi, il Selfie è diventata un'autentica malattia per tanti; i quali devono mostrarsi al Mondo nel loro quotidiano. Ma talvolta questa pratica può essere fatale, soprattutto quando il Selfie viene fatto alla guida di un auto o in bilico su posti pericolosi.
Ed ecco che in America ha fatto la sua seconda vittima.
Courtney Sanford, 32enne, aveva appena postato un selfie mentre era alla guida della sua auto. Poi, mentre stava aggiornando il suo stato sulla bacheca di Facebook (la solita comunissima didascalia alla foto) è finita nella corsia opposta, schiantandosi contro un camion. La donna è morta sul colpo, mentre l'auto ha preso fuoco. La frase del suo aggiornamento era: "La canzone Happy mi rende felice".
Insomma, proprio come viene fatto vedere nelle varie pubblicità progresso. Ma non è la prima volta che il Selfie miete vittime. Qualche giorno fa la russa Xenia Ignatyeva, 17enne, è salita su un ponte ferroviario di San Pietroburgo alto circa 30 metri, al fine di scattare un selfie che fosse spettacolare.
Ma ha perso l'equilibrio finendo in acqua. Per lei non c'è stato nulla da fare.
In America poi è scattato anche un altro allarme che riguarda il rapporto adolescenti e Selfie. Questo vezzo infatti sta avendo come conseguenza anche quella di permettere la proliferazione di pidocchi, specie tra gli autoscatti fatti tenendo la testa appoggiata l'una vicina all'altra. Ciò permetterebbe il passaggio del parassita da una testa all'altra.