Sempre più grave la crisi tra Ucraina e Russia che sembra purtroppo evolvere verso una guerra tra i due Stati e ad un invasione da parte di Mosca della parte orientale dell'ex alleato. Le ultime notizie informano del rapimento di sette osservatori Osce da parte di miliziani filo-russi a Sloviansk, città nell'est dell'Ucraina, di un elicottero ucraino colpito da un razzo, di esplosioni e combattimenti tra le Forze speciali ucraine inviate per sedare le rivolte ed i miliziani filorussi, forse appoggiati da militari di Mosca.

Il governo di Kiev, tramite il capo di Stato maggiore, ha affermato che "considereremo il superamento del confine ucraino da parte delle truppe russe nel territorio di Donetsk o in qualunque altra regione come un'invasione militare e annienteremo gli incursori.

Non accetteremo false dichiarazioni su un intervento umanitario", mentre Arseni Iatseniuk, premier dell'Ucraina, dichiara esplicitamente che la Russia vuole la terza guerra mondiale.

La situazione in Ucraina è dunque sempre tesissima e altamente preoccupante, al limite della guerra combattuta anche se, come abbiamo detto nell'approfondimento Crisi Ucraina e Crimea, una guerra globale tra Usa e Russia che coinvolge tutti, questo è già un conflitto storico che sta giungendo purtroppo al punto di non-ritorno.

Le diplomazie europee e statunitense, ormai chiaramente accortesi che l'accordo di Ginevra del 17 aprile è stato un bluff ancor più clamoroso dello storico "accordo di Monaco" del 1938 tra la Germania di Hitler ed il resto d'Europa, si dichiara compatta nel voler adottare nuove e più forti sanzioni contro la Russia di Putin.

David Cameron, Barack Obama, Francois Hollande, Angela Merkel e Matteo Renzi hanno avuto una "conference call" per discutere dei provvedimenti e dalle fonti diplomatiche si è appreso che si ritiene ancora l'accordo di Ginevra come la base per le trattative "ma tutti abbiamo visto che negli ultimi giorni la situazione è peggiorata, quindi questo va tenuto presente e dal G7 arriveranno a Mosca segnali forti".

Il segretario di Stato americano John Kerry ha dichiarato che "solo una parte, Kiev, sta mantenendo la parola data, mentre Mosca continua a sabotare attivamente il processo democratico con azioni intimidatorie". Il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha così replicato: "la Russia aiuterà il processo di de-escalation del conflitto sulla base del compromesso di Ginevra, ma sottolineo che non ci potranno essere nei nostri confronti richieste unilaterali ...

la potenza della propaganda statunitense mirava a macchiare la Russia, accusando ingiustamente chi protesta contro le azioni illegali delle autorità di Kiev [le azioni militari contro i filorussi nell'est dell'Ucraina] che stanno cercando di mettere al bando i russi, affermando che tutti i russi e russofoni dovrebbero essere uccisi".