La sua colpa era quella di aver messo al mondo una figlia che si vedeva brutta e che riteneva "colpevole" la madre di averla fatta nascere in quel modo. Ecco perché, una donna di 65 anni residente a Pegli, quartiere residenziale nella periferia occidentale di Genova, subiva continui maltrattamenti e percosse dalla figlia trentasettenne.
Prima di aggredirla, la donna urlava contro la madre: "Perché non mi hai fatto bella? Perché sono brutta?" e dopo partiva all'assalto con botte, calci e pugni piuttosto violenti. Questi episodi di aggressività si sono ripetuti per molto tempo, fino a quando la signora sessantacinquenne, dopo essere finita per l'ennesima volta in ospedale, non ce l'ha fatta più, e temendo pure per la propria incolumità, ha deciso di denunciare la figlia.
La donna si è recata dai carabinieri di Arenzano, in provincia di Genova, ha raccontato la sua triste storia e come prova ha consegnato ai militari un certificato medico in cui era consigliata una prognosi di cinque giorni. I carabinieri hanno denunciato a piede libero la trentasettenne per maltrattamenti in famiglia. Da quanto si apprende dalle prime indiscrezioni, probabilmente alla base delle percosse che subiva la sessantacinquenne di Pegli c'erano vari motivi, ma il prevalente era quello della bruttezza con cui aveva dato alla luce la figlia.
La donna di 37 anni che ha picchiato con violenza la madre in questi anni, forse è rimasta "prigioniera" di una società che ormai punta quasi esclusivamente sull'immagine, ma anche se questa fosse stata la causa della sua rabbia, non va giustificato l'atteggiamento violento nei confronti di una madre che, certamente, quando partorisce un figlio, non ha la bacchetta magica per decidere quali dovranno essere i suoi connotati e l'aspetto estetico.